Archivio per petrolio

NO ALLE TRIVELLAZIONI IN BASILICATA!

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 6 novembre 2014 by Michele Nigro

Segnalo la manifestazione che si terrà il prossimo 8 novembre a Potenza, Piazza Mario Pagano, alle ore 09.30. Un’iniziativa di protesta fortemente voluta dai Lucani e da numerosi comitati e associazioni uniti per salvare la bellissima Terra di Basilicata.

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God bless…

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 14 giugno 2014 by Michele Nigro

God-Bless-America

America!

Fondi il metallo dei vecchi cannoni gloriosi

per forgiare le armi di moderne crociate,

guerre sante su pellicola hollywoodiana

esigenze democratiche sparse nel mondo

l’avidità energetica inventa pretesti umanitari.

God bless… bombe intelligenti e cristiane.

Ronda planetaria del benessere, in nome di chi?

God bless… America!

Elogio del recupero

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 9 giugno 2010 by Michele Nigro

Recuperare la lentezza

(“…pedalo, quindi sono!”)*

Crisi energetiche, fonti alternative ignorate dalle lobby dell’oro nero, pozzi petroliferi in avaria nell’oceano e tonnellate di petrolio greggio riversate in mare, aumenti (e mai ribassi) del prezzo della benzina, mito futurista della velocità e fascino moderno, disoccupazione e mancanza di idee, pubblicità ingannevole e nevrosi da mobilità efficiente, vacanze sempre meno intelligenti, donne e motori… Ci consigliano di combattere la crisi con un ottimismo spendaccione e praticando la cancellazione dei fatti e delle notizie; la realtà deve essere allontanata; l’esperienza preconfezionata, pronta per l’uso, diminuisce il rischio di fatica e di fallimenti.

Sotto uno strato di polvere alto alcuni millimetri ho scoperto nel garage una vecchia bicicletta acquistata circa vent’anni fa (o forse più) da una mia parente e in seguito abbandonata a causa di quelle vicissitudini della vita che a un certo punto, purtroppo, ci fanno prediligere alcuni mezzi rispetto ad altri. Ruggine, polvere, vernice staccata, il filo della dinamo tagliato, copertoni marci, una camera d’aria ormai irrecuperabile e i parafanghi un po’ sgangherati… Un caso difficile, quasi disperato! La voce consumistica che è in ognuno di noi mi dice: “comprati una bicicletta nuova!”

La sfida in pieno stile cubano comincia. Ho bisogno di dare a me stesso e “al mondo” una lezione di lentezza: non tanto un esempio ecologista quanto piuttosto un segnale culturale, la riproposta di uno stile di vita reale e sano sempre più sopraffatto da un efficientismo snob che rasenta (e a volte realizza) un’ostentazione volgare e paradossalmente tipica di quest’epoca disoccupata, povera ma falsamente sgargiante e berlusconizzata. La filosofia del recupero da contrapporre alla veloce morale consumistica: vernice nigricante, copertoni nuovi, olio per ingranaggi, qualche attrezzo precedentemente recuperato da un mio personale “museo dell’artigianato”, un po’ di musica per accompagnare “l’operazione chirurgica” e tanta pazienza… Smonto, allento, stringo, gratto, bestemmio, sferraglio, sudo. Svito, allargo, sbullono, vernicio, rido e poi fieramente rimonto il tutto come se fossi un demiurgo del metallo. La nuova sfida m’intriga; mi sento capace, audace, mordace: un uomo che domina la materia (non il contrario) e che conosce l’obiettivo del suo operare. Divento oggetto, mi calo nelle esigenze inorganiche della silenziosa materia rimasta ferma per anni: io sono la bicicletta. Mi assicuro che le ruote rimontate girino come si deve, evitando attriti con i parafanghi o con i tacchetti dei freni. Olio, olio e ancora olio, per allontanare dagli ingranaggi la “pigrizia” accumulata in tutti questi anni sprecati, trascorsi nel garage a non far niente. Rivernicio tutto accuratamente senza lasciare angoli da cui possa trapelare il vecchio colore della precedente esistenza e dono una nuova vita lucente a quel metallo fino a poco tempo prima arrugginito e polveroso. Anche le luci anteriore e posteriore nutrite dalla dinamo tornano miracolosamente a funzionare in vista di estive pedalate notturne. Sono orgoglioso di me. Il risultato mi soddisfa (vedi foto sopra). Ci vuole una pedalata inaugurale. La faccio. Pedalo lievemente e senza fretta tra le stradine deserte e le arterie trafficate della mia città di provincia e l’oggetto rinato sembra ringraziarmi per questa seconda possibilità. Tutti abbiamo bisogno di una seconda possibilità. Anche gli oggetti. Io lo so, ma il mondo non più: lo ha dimenticato durante questi anni di crisi annunciata e combattuta a suon di ricette in tivù, falsa opulenza per sentirsi meno soli e populismo pre-elettorale.

Restaurare le cose ci rende migliori. Riacquistiamo il ritmo giusto ed educhiamo il nostro corpo all’attesa riflessiva. Siamo liberi di decidere come utilizzare il nostro tempo e la materia inerte che incontriamo lungo il cammino. Il recupero possiede in sé anche un significato politico: la “semplice” scelta culturale diventa scelta politica controcorrente. La fregola consumistica consigliata e incoraggiata dai nuovi dittatori viene sconfitta dalla chiave inglese e dal cacciavite. Ridiventare padroni di sé, del proprio tempo e degli oggetti dimenticati in attesa di resurrezione. Riscrivere l’elenco dell’utile e dell’inutile seguendo i rispolverati canoni qualitativi della vita reale. La poetica degli oggetti in disuso contro la stupidità dell’Occidente, contro l’arroganza dei velinismi tecnici ed estetici, contro il grasso che cola sullo scheletro di una filosofia perdente ma imperante.

Contrapporre alle lunghe file in autostrada, per raggiungere i luoghi isterici del divertimentificio, la micro-felicità di uno spazio locale riconquistato e poco noto. I non-luoghi di Marc Augé vengono sostituiti dai luoghi del senso e dell’individualità irripetibile. “Psicogeografia pedalante!” – penserebbe Debord.

La bicicletta che ho “riesumato” non si trova su nessun catalogo!

E’ unica… E’ mia.

(foto tratta dal film “Ladri di biciclette” di Vittorio De Sica)

* il sottotitolo di quest post “…pedalo, quindi sono!” – è preso in prestito dal saggio “Il bello della bicicletta” (Eloge de la bicyclette) di Marc Augé – pag.63

Filastrocca contro le “missioni di pace”!

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 17 maggio 2010 by Michele Nigro

“…dalle masse sono riusciti ad ottenere lo stupido pietismo per il carabiniere” (G. Gaber)

“Lamento mesopotamico”

Con violini, cori e incensi

e una truppa di prelati

questa Italia di consensi

dà il saluto ai suoi soldati.

Dalla calda Nasserya

verso il freddo Vittoriano

la Signora Ipocrisia

vi fa strada con la mano.

Pacifisti in tricolore

e politici pensosi

fanno i conti col dolore

di interessi assai costosi.

Pace, amore e libertà

nell’antica Babilonia,

ma la cruda verità

è che siamo una colonia.

Con la scusa delle torri

ci sentiamo motivati,

ma alla fine sempre corri

verso i pozzi trivellati!

[…]

(continua: Lamento mesopotamico)

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Pomeriggi perduti

di Michele Nigro

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