Archivio per produzione

Libri usati su CVL

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 26 luglio 2018 by Michele Nigro

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Amo leggere, a volte scrivere; amo i libri quali strumenti di libertà e di crescita, e ho molta cura della mia libreria personale: il libro usato possiede un fascino particolare perché porta con sé un po’ dello spirito del lettore precedente.
Non ci sono “libri famosi” nel mio elenco, forse qualcuno capitato per caso…
Ho deciso di rimettere in circolazione su CVL alcuni testi già letti, semisconosciuti, fuori produzione, introvabili, prodotti in tiratura limitata, di autori “locali”, o che non rientrano più tra i miei interessi culturali, sperando che possano soddisfare altri lettori e cercatori. E perché credo che idee e parole non debbano arenarsi, ma continuare a camminare verso altri occhi curiosi.
Anche se usati, i miei libri sono sempre in ottime condizioni.

Lettori forti, rigattieri, archeologi del libro, feticisti dell’usato, collezionisti di autori falliti… Venite a me!

Benvenuti sul mio catalogo!

Michele

Per consultare il catalogo di LibroMike71 su CVL, cliccate QUI!

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Battipaglia 1969

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 16 aprile 2018 by Michele Nigro

Ho avuto il piacere di partecipare, in qualità di semplice comparsa, a questa produzione cinematografica locale. Un pezzo importante della storia di Battipaglia…

Prima proiezione: 6 maggio ore 10,30 presso il cinema Bertoni di Battipaglia, presentazione degli attori e della produzione; solo per invito nel pomeriggio dalle 15,00 alle 21,00 dedicato al pubblico.

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“ALBURNI” un film di Enzo Acri

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 9 Mag 2016 by Michele Nigro

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COMUNICATO STAMPA

CINEMA: CON “ALBURNI” ENZO ACRI RACCONTERA’ LE VITE DEI MIGRANTI DEL MERIDIONE

IL REGISTA NAPOLETANO TORNA ALLA MACCHINA DA PRESA CON UN FILM SUL DOPO GUERRA

Le emozioni e le paure dei migranti del Meridione d’Italia, parallelo casuale ma non troppo di quelle dei migranti d’oggigiorno dal Meridione africano, faranno da fil rouge alla nuova opera di Enzo Acri, il regista napoletano già apprezzato dal grande pubblico con “Un camorrista perbene” del 2010 e dagli addetti ai lavori con il docufilm “Nisida storie maledette di ragazzi a rischio” : un lavoro, quest’ultimo che gli è valso riconoscimenti sia dal San Francisco University College di Brooklyn che dal presidente del Burough di Brooklyn Marty Markowitz.

Il nuovo progetto cinematografico di Acri, attualmente in lavorazione, si chiama infatti “Alburni” ed è prodotto dalla Penelope Film con Angeloni Cinematografica ed il patrocinio del Parco del Cilento, dalla Comunità Montana Alburni, Comuni del territorio e Campania Film Commission.

“Si tratterà – ha spiegato il regista – di un film in costume ambientato nei primi anni del Dopo Guerra, indirizzato ad un pubblico di Italiani nel mondo che sono alla continua ricerca di storie, usi, costumi e prodotti tipici dei loro territori d’appartenenza e pezzi dei ricordi tramandati loro dai nonni nel tempo. L’obiettivo è portare in luce un pezzo di storia ed al tempo stesso valorizzare i paesaggi, i prodotti e le eccellenze campane in giro per il mondo”.

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Le sabotage

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 22 gennaio 2015 by Michele Nigro

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Si attende il virgulto ereditante

agognato sospiro di tesi parenti

sospettosi, insinuanti

in astinenza da gioie altrui.

Sciocca salvezza genetica

rispettata tradizione da mostrare

su balconi annuncianti e gloriosi

di familiari dittature, bassa cultura

dello sperma arruolato da morenti zie

per secolari guerre di posizione.

Alberi genealogici bruciati

dal fuoco di un’indifferente

attesa goliardica,

osservi ciondolare i tuoi piedi

da un ponte sul Bosforo, eterno fanciullo curioso

ti unisci in matrimonio con il mondo.

La discendenza sarà un puzzle ribelle

di esperienze e parole

senza copie casuali da allattare,

diventerai l’improduttivo sabot

tra gli ingranaggi di un sorridente sistemarsi

che detta leggi e tempi.

Testamento a te stesso,

ti allontani lento da maschere sociali

assetate di finta stabilità, premessa di una morte in vita

non ascolti dicerie

non assecondi profezie.

Libera e consapevole riproduzione di idee

eredità pensata, lontana dal clamore

nella rassegnata dimenticanza

degli etichettatori di quantità sessuali.

Morirete con me

inutili aratri, storici solchi abusati

nel dolce tramonto dell’esistenza.

La storia: dal racconto alla sua fruizione spettacolare

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , on 16 ottobre 2012 by Michele Nigro

 

L’occhio del ciclone

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , on 29 ottobre 2011 by Michele Nigro


<<Insieme al grande amore (ipocrita?) nei confronti dei libri, però, coesiste una coltre di sospetto che investe il mondo dei lettori: come in una sorta di “occhio del ciclone” soleggiato e sereno, ci adagiamo con il nostro libro preferito tra le mani in attesa che la tempesta si sposti, investendoci. Intorno al libro c’è una calma apparente che può essere interrotta da un momento all’altro. Sì, perché il lettore, pur essendo apprezzato e in un certo qual modo rispettato da chi intravede nella lettura una pratica nobile, deve contemporaneamente combattere contro una serie di pregiudizi legati alla nevrosi produttivistica che caratterizza la società moderna: leggere, in poche parole, è una perdita di tempo. Ma tempo per fare cosa? Per soddisfare i ritmi ossessivi ed efficienti delle catene industriali? Per consumare i prodotti del divertimentificio organizzato dai padroni dell’economia? Per essere presenti durante le manifestazioni tradizionali della massa belante? Per lasciarsi inebriare dal consenso della tribù d’appartenenza?>>

(da “La bistecca di Matrix”, pag. 30-31)

Consumatori… consumate!

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 14 ottobre 2010 by Michele Nigro

“Il Quarto Stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo – 1901

Noi, Proletari-Consumatori della Terza Rivoluzione Industriale.

Siamo bestiame!

Le nostre funzioni fisiologiche (bere, mangiare, fare la cacca, fare la pipì, avere le mestruazioni, fare sesso, fare figli…) sono state “istituzionalizzate” e rese inodori dal filtro della madre istigatrice di tutti i pensieri: la Pubblicità. Siamo come delle “fornaci” in cui bruciare i prodotti provenienti dall’immensa macchina industriale e nonostante ciò ci sentiamo stupidamente unici, speciali mentre compriamo la carta igienica a fiori o l’acqua minerale che fa dimagrire. Abbiamo mai veramente riflettuto su quante persone utilizzano la nostra stessa carta igienica? Milioni, miliardi! Siamo unici, forse, per altre cose.

All’inizio (mi riferisco alla Prima e alla Seconda Rivoluzione Industriale) non era così: il lavoratore era lavoratore e basta. Ogni diritto veniva affogato in ore di lavoro da “schiavi delle piramidi” e… altro che Sindacati! I sindacati, quelli seri, sono venuti dopo. Per poi scomparire con l’avvento dell'”era della flessibilità del lavoro” e del cosiddetto “lavoro parasubordinato”: schiacciati da un neocapitalismo prepotente e incoraggiato da leggi statali assolutamente sbagliate.

Poi un bel dì un industriale geniale, o chissà chi per lui, scoprì (sorpresa immensa nel mondo scientifico ufficiale) che anche il lavoratore possedeva un rispettabile e operoso buco del culo!

Tutti gli industriali, gli economisti, gli anatomisti e altri capoccioni la cui professione finiva con –isti, si riunirono per discutere della scoperta. Qualche spregiudicato avanzò addirittura un’ipotesi: “… ma allora se hanno un ano, vuol dire che cagano?” E tutti, nel brusio generale, si lasciarono trasportare a personali considerazioni col vicino… “Ma è meraviglioso!” – si lasciò sfuggire il più lungimirante del gruppo – “Se cagano, vuol dire che CONSUMANO!” Ed ancora: “… facciamoli diventare lavoratori-consumatori! Così risolviamo in un sol colpo il problema della produzione e del consumo…!”

Ma lo scetticismo non mancò e infatti i più anziani manifestarono alcune perplessità: “… ma se fino a ieri li abbiamo trattati male, prendendoli a calci nelle gengive, come possono sentirsi motivati nel consumare ciò che producono? È come per il cane che si morde la coda!”

Improvvisamente, tra la folla di scienziati e industriali, si alzò il trisavolo di Giorgio Mastrota che disse senza mezzi termini : “… ignoranti che non siete altro: inventiamo la PUBBLICITA’!” E tutti in coro: “… ma cos’è!?” E il vegliardo con serafica pazienza illustrò alcuni “grafici” agli intervenuti e concluse: “… la pubblicità serve a farti sentire amato mentre lo stai prendendo nel culo!” E tutti, in un isterico tripudio di massa, plaudirono all’idea e all’ideatore.

Nacque così la Terza Rivoluzione Industriale: quando il lavoratore divenne Consumatore.

Vallejo & Co.

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