Archivio per recensione

“Poesie minori Pensieri minimi”, recensione di Davide Morelli

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versione pdf: Poesie minori Pensieri minimi, recensione di Davide Morelli

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“Poesie minori Pensieri minimi” di Michele Nigro

Michele Nigro è perfettamente consapevole dei suoi mezzi espressivi e nella premessa dell’opera espone lucidamente la sua dichiarazione di poetica. Tre a mio avviso sono le cose da tenere in conto nella premessa dell’autore: 1) la nascita della poesia è “un fatto misterioso”; 2) la poesia “ci salva ogni giorno”. Infatti secondo Nigro la religione è inutile quando si è poeti perché la poesia è spiritualità, raccoglimento interiore, preghiera; 3) bisogna sempre porre attenzione all’ “evoluzione neurolinguistica” del creatore.

Le composizioni di Nigro sono frutto di un “pensiero poetante”. Particolarmente originali sono l’uso di un linguaggio apparentemente quotidiano (mai totalmente ordinario) e l’utilizzo di quella che viene chiamata “intertestualità secondaria” in quanto fa riferimento spesso a testi di canzoni (ad esempio F. Battiato). Il poeta, citando canzoni, non ha timore di essere considerato anticulturale (per compiere certe operazioni è indiscusso il suo background). Non gli importa neanche di disquisire sulla vexata quaestio riguardante le differenze tra poesia e canzone d’autore. Credo che citare testi di canzoni sia un modo per rimarcare la capacità comunicativa di alcuni cantautori e anche un modo per prendere le distanze dal poetichese, un linguaggio troppo ricercato ed aulico. L’autore adopra talvolta anche termini informatici perché questa è l’epoca del digitale, anche se non è un nativo digitale. Non solo, ma un’altra cosa originale è che trascende la logora distinzione tra privato e politico. Questa raccolta è la dimostrazione oggettiva che un poeta dovrebbe autocensurarsi il meno possibile e non lasciare troppe cose nel suo cassetto per eccesso di pudore. Non dovrebbe mai eliminare scarti e varianti, ma offrirli al pubblico come ha fatto il Nostro.

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“Poesie minori Pensieri minimi”, recensione di Eufrasia Gentileschi

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 31 ottobre 2018 by Michele Nigro

… un grazie infinito alla mia lettrice Eufrasia Gentileschi che anche in questa occasione ha voluto condividere, con me e gli altri lettori, le sue preziose considerazioni… 

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“Un legno poetico a salvare il senso”

Singolare come, nel momento in cui si leggono due testi in contemporanea, all’apparenza così diversi e distanti, si possano trovare punti di contatto e di incastro. È successo tutto questo mentre, leggendo questa piccola raccolta poetica “Poesie minori Pensieri minimi” di Michele Nigro, al contempo ero alle prese con l’ultimo libro di Roberto Cotroneo “Niente di personale”.

Ad un certo punto del romanzo, alla domanda: “E quando lo scriverai questo libro?”,  Cotroneo fa dire ad uno dei suoi protagonisti  – “Quando mi toglierò dalla testa che con tutta questa scrittura che ci sommerge abbia davvero ancora senso scrivere un libro… Invece non conta solo quello che scrivi, conta come metti insieme le cose. Conta la tonalità della tua vita.”

Ecco l’incastro, ecco il punto di contatto tra questi due libri.

Michele Nigro nel suo essere come sempre schietto e diretto, non ci gira intorno, quello che ha deciso di pubblicare è già chiaro dal titolo “Poesie minori Pensieri minimi”, nessun inganno, nessuna pretenziosità particolare. Li chiama Materiali di risulta, calcinacci d’inchiostro, provenienti da demolizioni di palazzi narrati, attici di parole non più baciati dal sole, svalutati, ma pur sempre materia prima dall’indubbio valore.

Dopo averci offerto, con la sua precedente raccolta “Nessuno nasce pulito”, una parte viva e pulsante di sé, fatta di ossa, di carne, di vene e sangue, continua con il mettere a nudo la sua anima, ma questa volta la spoglia in un momento di relax, come se si stesse godendo un silenzioso tramonto sul mare, mentre le sue dita, giocando con la sabbia delineano lettere, vocali, suoni ed immagini, nella più assoluta tranquillità.

Questa la “tonalità” scelta, nessuno schema, nessun ordine, nessuna regola da rispettare, disinteressato a piacere ad ogni costo agli addetti ai lavori “Ci si lecca solo/tra sapute pecore/nel chiuso recinto/del poetico ovile.”

Le sue parole, sempre oltre la recinzione ben delimitata dal filo spinato fatto di parole critiche, taglienti e spietate, si lasciano sedurre distendendosi su carta, non sempre come poesie o come aforismi, pensieri forse, immagini fissate: “Correndo il rischio di essere sottovalutati o fraintesi, anche se tutto è già stato previsto. Perché, forse, rischia di prendersi troppo sul serio solo chi non sa cogliere nell’apparente banalità la potenziale lungimiranza di un messaggio breve e scanzonato.” (dalla Premessa).

Come dicevamo, nessuno stile da rispettare, non ci sorprende dunque che Nigro strizzi l’occhio a Ko Un, omaggiandolo: “La caducità delle opere umane/mi mette gioia.” Ed è proprio grazie a questa consapevolezza della finitezza del tutto, che i suoi pensieri tra queste pagine sono a tratti leggeri e spiritosi, ma con punte di amarezza, malinconia e disincanto.

Compie poi una brevissima incursione nell’Haiku giapponese: “Primavera, vento fresco/nostalgia d’autunno” dal quale fugge immediatamente, per ritrovarsi nella sua dimensione più consona, più simile a ciò che vuole rappresentare e che lo rappresenta, donandoci non per ultimo questi versi che, da soli, valgono l’intera raccolta: “Senso e significato/ si perdono tra i flutti,/solo un legno poeta/tenta di salvarli.”

 

Eufrasia Gentileschi

(foto by Eufrasia Gentileschi)

… per leggerlo: qui!

Recensione alle poesie di Giorgio Moio su “Frequenze Poetiche” n.11

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 28 agosto 2018 by Michele Nigro

La mia recensione alle poesie di Giorgio Moio, già apparsa su questo blog in un precedente post, è stata pubblicata sul n.11 della rivista “Frequenze Poetiche”.

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INDICE

POETI DA RICORDARE
– Maurizio Spatola, Il martello di Faust di Giacomo Bergamini…………………………………………………………….. p. 5

CRITICA LETTERARIA & D’ARTE
– Andrea Bonanno, La pittura di Mario Schifano e lo sguardo
del “voyeur”………………………………………………………….. ” 11

POESIA ITALIANA CONTEMPORANEA
– Caterina Davinio, Quattro poesie…………………………… ” 16

POESIA VISUALE – SCRITTURE ASEMANTICHE – ARTI VISIVE
– David Chirot, Sette poesie visualasemiche……………… ” 25

LA GIOVANE POESIA ITALIANA
– Lorenzo Pataro, Piccola antologia……………………………………………………………….. ” 31

PROSA – AFORISMI – HAIKU
– Mario Quattrucci, La Misericordia………………………….. ” 36

RIVISTE DI LETTERATURA
– Giorgio Moio, «Marcatrè»: notiziario di cultura contemporanea……………………………………………………… ” 41

DISCUSSIONI & INTERVISTE
– Aa. Vv., Poesia come opposizione al commerciale scaduto
o filiale dell’intrattenimento effimero?……………………….. ” 53

LETTURE & RILETTURE
– Simone Carucci, Uomo impotente cercasi per serena convivenza di Gaby Hauptmann…………………………………………………………….. ” 61
– Giorgio Galli, Opus metachronicum di Sonia Caporossi……………………………………………………………… ” 62
– Giorgio Moio, Tra giustizia e memoria: Cautio criminalis
di Alfonso Malinconico……………………………………………. ” 65
– Michele Nigro, A proposito di Poesie sparse 1989-2008
di Giorgio Moio……………………………………………………….. ” 68

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“Poesie sparse 1989-2008” di Giorgio Moio

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 9 giugno 2018 by Michele Nigro

Questa raccolta poetica di Giorgio Moio che attraversa il tempo, andando dal 1989 al 2008, in realtà attraversa anche lo spazio, quello della parola: lo attraversa ignorandolo, ripensandolo in maniera dissacrante, eversiva, senza preoccuparsi di farsi comprendere dal lettore attuale. Sembra quasi che l’autore voglia parlare al lettore d’altri tempi racchiuso in noi, lettori social del nuovo millennio che in un certo qual modo siamo protagonisti inconsapevoli di un’involuzione linguistica.

Una poesia volutamente disgrammatica, disortografica, oserei dire dislessica se non addirittura autistica (la poesia è una forma controllata di “autismo linguistico” → v. Arthur Koestler), da non confondere con il risultato di uno sperimentalismo avanguardistico fine a se stesso: l’autore non guarda al futuro, all’evoluzione della lingua (o forse non solo!), ma sembra che abbia voglia (o abbia avuto voglia) di riscoprire un archè linguistico, smembrando la lingua che gli è capitata alla nascita, disarticolandola e riannodandola assecondando nuove combinazioni sillabiche e grafiche, o legandola ad altre straniere e a dialetti, in ibridi che scoraggiano un inutile senso di appartenenza letteraria (come nella Napoli dominata da francesi, spagnoli, americani… ognuno lasciando un’eredità non richiesta ma assimilata obtorto collo). Un nuovo modo di guardarsi indietro per rifare avanguardia; infatti leggo a pag. 18: “Bisogna fare tutto d’accapo / l’avanguardia è morta: / di sostanze e fibre nuove abbiamo bisogno; / a traslare il senso dobbiamo mirare!”. Ma per traslare, a volte, bisogna scassare tutto, raccogliere i pezzi che ci servono e ricominciare su un nuovo foglio.

E la contaminazione/combinazione diventa gioco sonoro divertente, irriverente ricerca etimologica, anglismi e francesismi rubati e riplasmati, e affiancati da locuzioni di strada, rasentando in molti passaggi il nonsense perché la sensazione pura divenuta finalmente parola non deve cedere territori alla logica o, peggio ancora, alla metrica. E poi, i giochi grafici con ritagli di giornali e i collage di parole che ricordano gli esperimenti con la tecnica del “cut-up” di William Burroughs: il bisogno di decostruire certe convinzioni letterarie o più specificamente creative.

La parola riconquista i propri spazi; anche quelli semantici. L’acqua diventa accua: non per un capriccio sperimentale ma per un ritorno alle origini del significato, per riappropriarsi di una forma delle parole prima dell’era delle sovrastrutture politically correct. La poesia è politica. La scoperta di nuove calligrafie (vedi il film “Arrival”) e le frasi circolari e concentriche, a formare disegni da non leggere in maniera ordinaria: come nei karesansui, i giardini dei templi zen in Giappone, dove linee concentriche e parallele create nella sabbia, rappresentano corsi d’acqua. In queste poesigrafie di Giorgio Moio le linee non sono semplici segni nella sabbia ma sono fatte di parole, frasi lunghe, forse versi. Infatti il titolo di una di esse ci ricorda che “La poesia non è come l’accua”: le linee di cui sopra non sono rappresentazioni dell’acqua ma parole vere e proprie. Le poesigrafie non chiamatele “figure”: non sono le immagini del libro, ma poesie a tutti gli effetti, come quelle altre normali scritte da sinistra a destra.

Non inserirò un esempio di poesigrafia: ve la dovete immaginare in base alle mie parole! O richiedetela direttamente all’autore (o accontentatevi dell’esempio in copertina).

Seguirà, invece, un’altra poesia altrettanto significativa della ricerca poetica di Moio:

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Ready Player One

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 11 aprile 2018 by Michele Nigro

versione pdf: Ready Player One

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Possiamo scindere la “realtà virtuale” dalla “realtà reale”? Crediamo veramente che tutto quello che combiniamo sul web sia un gioco che resta relegato in un angolo immateriale? Nel mondo distopico descritto nel film Ready Player One, il peso delle proprie azioni virtuali incide, e come, sulla realtà immanente. Anche nel nostro presente è così: un’attività illecita (frodi, terrorismo, pedopornografia, ecc.) sviluppata nel cosiddetto dark web, non porta all’arresto dell’avatar ma della persona in carne e ossa che c’è dietro. Lo scandalo di Cambridge Analytica c’insegna che i nostri innocui e virtuali “mi piace” fanno gola a chi si occupa di comunicazione strategica per le campagne elettorali.

OASIS, il mondo virtuale ideato e creato dal programmatore James Halliday, ricorda troppo facilmente Second Life, ma non solo: la gratuità d’accesso, la sua apparente democraticità, dove tutti possono essere presenti, gareggiare per il proprio successo, socializzare offrendo solo il meglio di sé o quello che si vuole far credere essere il meglio, ricordano le piattaforme di social networking come Facebook e simili… James Halliday e il suo socio, invece, rappresentano la versione cinematografica di certe “coppie nerd” che hanno cambiato la storia dell’umanità sia dal punto di vista tecnologico che culturale, e direi anche psicologico: una fra tante, quella formata da Steve Jobs e Steve Wozniak, fondatori della Apple. O i fondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin… Ma gli esempi potrebbero essere molti di più.

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“Scalo a Grado”, gruppo fb dedicato a Franco Battiato

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 31 marzo 2018 by Michele Nigro

È nato “Scalo a Grado”, gruppo Facebook dedicato al cantautore e musicista siciliano Franco Battiato. Qualcuno, forse, esclamerà: “Un altro!?”. È vero, la blogosfera e i social network pullulano di pagine dedicate a Battiato, ma la “linea editoriale” di questo gruppo in fieri è stata tracciata adoperando una “filosofia del togliere”, puntando a obiettivi contenutistici ben precisi – e non “Alzando solo polvere” -, visto che chi amministra “Scalo a Grado” proviene da esperienze simili in qualità di membro di gruppi e fan club, escludendo di conseguenza le negatività, le esasperazioni e i fanatismi riscontrati altrove.

Per iscriversi:

https://www.facebook.com/groups/scaloagrado/

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DESCRIZIONE DEL GRUPPO

“Scalo a Grado”

Agnus dei qui tollis peccata
mundi miserere
dona eis requiem.

Lanciato ufficialmente la domenica di Pasqua dell’anno 2018 (1° Aprile, ma senza voler essere uno scherzo!), questo gruppo non poteva intitolarsi in altro modo, o così ci piace pensare.

“Fare scalo a Grado” significa fermarsi per leggere o venire a condividere scritti (propri o di altri autori) inerenti non solo la musica del cantautore siciliano Franco Battiato, ma anche le sue esperienze non musicali, il suo pensiero e i tanti affluenti culturali che lo hanno nutrito in tutti questi preziosi anni di attività; significa soffermarsi in un luogo sospeso tra la terra e il mare, un po’ isola e un po’ terraferma, al confine tra due nazioni immaginarie, tra il viaggio interiore e quello geografico, tra l’uomo che ricerca nel silenzio e l’artista che canta seduto su un tappeto.

Tutto questo, se vorrete, con una predisposizione al sincretismo, alla disappartenenza politica, religiosa e filosofica e alla multiculturalità. Al di là dei riti collettivi, non incoraggiati in questo gruppo.

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“Nigricante” StreetLib Stores

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 12 marzo 2018 by Michele Nigro

Per acquistare i libri di Michele Nigro

direttamente dal suo “negozio” su StreetLib Stores

(Narcissus – Simplicissimus Book Farm)

CLICCA QUI!

Buona lettura! E non dimenticare di lasciare una tua recensione…

“Intervista a Michele Nigro”, 2ª parte

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 14 febbraio 2018 by Michele Nigro

Come preannunciavo nel precedente post, ecco la seconda puntata dell’intervista di Anna Maria Di Pietro… Si può leggere qui o qui.

Buona lettura!

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“Intervista a Michele Nigro”, a cura di Anna Maria Di Pietro e @i_libri_salvano

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 12 febbraio 2018 by Michele Nigro

È cominciata con una prima presentazione sull’account Instagram @i_libri_salvano di Sara (Book influencer) e sulla fan page Ebook Italia, la pubblicazione di una lunga intervista al sottoscritto a cura di Anna Maria Di Pietro.

Per continuare a seguire la pubblicazione (a puntate!) dell’intervista, vai qui e qui… Stay tuned!

Nel frattempo, un “grazie” ad Anna Maria per le interessanti domande su di me e sul mio libro “Nessuno nasce pulito” e a Sara Lettrice per lo spazio sui social da lei curati con passione e professionalità, per la presentazione e progettazione dell’idea-intervista…

(immagine da @i_libri_salvano)

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“Nessuno…” su I Fiordalisi di Menti Sommerse

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 18 dicembre 2017 by Michele Nigro

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Nella rubrica “I Fiordalisi”, sulla webzine artistico-culturale “Menti Sommerse” diretta da Corrado Parlati, è stata pubblicata una segnalazione-recensione riguardante la raccolta “Nessuno nasce pulito” a firma di Alessandra Corbetta.

Mission del sito: “… Ci sono dei luoghi interiori, nell’animo di ogni individuo, che possono essere esplorati solo se accompagnati per mano dall’arte. E lo scopo di Menti Sommerse è quello di provare a raccontarvela, l’arte, e di portarvi a diretto contatto con essa.”

Così scrive di “Nessuno…” Alessandra Corbetta: “… Preparatevi, come viene anticipato fin dal titolo, all’abbandono di ogni convenevole poetico e sociale e all’abbattimento del velo di Maya che aleggia sopra le cose del mondo e dell’esistere: Nigro, ironico, tagliente, ci denuda da convinzioni e convenzioni imperanti ma dotate della stessa consistenza delle bolle di sapone…”

Per leggere l’intera recensione, qui… o in pdf: Nessuno nasce pulito -I Fiordalisi- Menti Sommerse

“Nessuno…” su HobbyBook.it

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 25 novembre 2017 by Michele Nigro

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Una nuova recensione a “Nessuno nasce pulito”, a firma di Antonio Canale, è stata pubblicata su HobbyBook.it; segue un breve passaggio:

“… L’autore entra nell’animo del lettore attraverso i propri pensieri, emozioni ed esperienze di vita che ognuno di noi può aver vissuto o potrà vivere in futuro. Talvolta da parafrasare ed interpretare, le poesie nascondono un significato aforistico ed esoterico, leggermente palpabile…”

Un grazie alla redazione di HB!

“Nessuno…” su Le notti bianche, rece-intervista a cura di Evelina Murgia

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 9 novembre 2017 by Michele Nigro

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Su “Le notti bianche” (blog letterario dedicato alla lettura, ai libri e ai loro autori) è stata pubblicata un’ottima rece-intervista (recensione + intervista) alla mia raccolta “Nessuno nasce pulito”, a cura di Evelina Murgia. Finalmente una recensione con un’anima e una personalità, mi sono detto, e non frutto di una svogliata lettura trasversale che “rubacchia” idee da premesse, introduzioni e prefazioni.

Segue uno stralcio prelevato dall’intervista:

“… Il fine delle mie poesie, di questa mia raccolta? Se non ti dispiace vorrei risponderti con parole non mie, ma di Ghiànnis Ritsos, tratte da una sua lirica che tengo appesa al muro nella casa dove vado spesso a scrivere in solitudine:

Ma tu, a dispetto della pioggia e dei venti, insisti sotto la tua lampada, su questa sedia dura, per lasciare qualcosa a chi verrà dopo – almeno due versi…” (Debito autunnale)

È vero, si scrive per se stessi, per conoscersi, per dare forma all’insondabile per quanto è possibile, ma alla fine la motivazione è ancora più semplice: per lasciare almeno due versi a chi si ricorderà di me in un futuro senza di me.

Forse è esagerato dirlo, ma dopo aver pubblicato questa raccolta ho un po’ meno paura della morte (non che ne avessi, forse fa più paura l’oblio del pensiero di un individuo che la sua sparizione fisica): è vero, ho molto altro ancora da dire, ma è come se avessi messo al riparo dalla dimenticanza, mia prima di quella degli altri, un pezzettino di eredità.
Non si tratta di denaro o immobili ma di un’eredità impalpabile, immateriale, “inutile” dal punto di vista pratico ma preziosa per me e per chi vorrà leggerla con occhi assetati di verità esistenziali…”

Per leggere l’intera rece-intervista: qui

adrianazanese

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Also sprach Davide Morelli

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