Archivio per scrivere

Onirica

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 20 novembre 2016 by Michele Nigro

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La trascorsa notte

ho sognato di scrivere una poesia,

parole piacevoli, vere come oggetti

definiti dalla luce del giorno

formavano impavide

– ed erano lì, dico sul serio, e le toccavo! –

quella rara scrittura onirica

eppure così nitida, viva e

splendente nell’oscurità.

 

Ho sognato di scrivere una poesia,

ma al risveglio

quei segni luminosi

tracciati sulla carta del buio

erano svaniti nella nebbia

dell’oblio mattutino.

 

Era bella, sì

era bella la mia poesia

e non la ricordo.

Rimane il brivido

divino della creazione,

poetica polluzione,

mi resta solo l’involucro

vuoto e dolce di un sogno

abbandonato dal cosciente

sulla soglia del dì.

(immagine: “Nocturno”

Isabel Quintanilla, 1998-99)

“Nessuno nasce pulito” su Streetlib Stores (Simplicissimus Book Farm)

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 19 novembre 2016 by Michele Nigro

È disponibile anche sulla piattaforma di self-publishing Streetlib Stores (Simplicissimus Book Farm), in e-book e in formato cartaceo (brossura), la raccolta poetica “Nessuno nasce pulito” di Michele Nigro.

Sinossi per Streetlib Stores:

La raccolta intitolata “Nessuno nasce pulito” contiene poesie esperienziali. La singolare titolazione prende spunto dalla condizione embrionale, “sporca”, di ogni lirica nascente che con lentezza, dopo un lavoro di analisi interiore da parte dell’autore e di limatura del testo, giunge al lettore nella versione pubblica, “pulita”: egli, il lettore, può solo intuire il percorso intrapreso dal poeta, farlo proprio senza l’urgenza dell’interpretazione.

Si tratta di una “raccolta di formazione”: elencate in ordine alfabetico, per interrompere la consequenzialità cronologica tra i vari componimenti, le poesie selezionate rappresentano folgorazioni e intermittenze della mente con cui il poeta registra stati mentali, impressioni, epifanie appartenenti al suo vissuto. Sono un “manifesto esistenziale” in cui riconoscersi e farsi riconoscere. È una poesia urbana, quotidiana, che non ricerca una lingua pura, panica e arcaica; non insegue la tradizione. La parola utilizzata in questa raccolta non è una mimesi della realtà né del parlato. È una voce autentica, che adopera slittamenti di senso e si pone contro la linearità sia geometrica (la posizione della scrittura nello spazio del foglio) che di pensiero.

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Dentifricio “Nessuno nasce pulito”

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 11 ottobre 2016 by Michele Nigro

“… Torneranno i cinema all’aperto e i dischi dell’estate
le celebri banane di Andy Warhol tornerà
Lupin e farà un colpo eccezionale per noi…”

(da “L’estate di John Wayne” di Raphael Gualazzi)

<<Per una corretta IGIENE “ORALE” (e anche scritta) oggi c’è “Nessuno nasce pulito”, pasta dentifricia poetica in vendita su La Feltrinelli…>>

Curiosando in rete ho “beccato” questa pagina pubblicitaria (non si tratta di un mio fotomontaggio) e me ne sono immediatamente innamorato! Il web, tradito dall’uso “improprio” del termine pulito nella titolazione della raccolta, ha pensato bene di includere il mio prodotto scritturale tra quelli destinati all’igiene personale, nella fattispecie a quella del cavo orale. Si tratta di un simpaticissimo equivoco di marketing che ha, però, innescato una serie interessante di analogie e di idee collaterali: 1) un libro è un prodotto come un altro, come un cd musicale, una scopa elettrica, una busta di insalata già lavata, ecc. Quindi è solo in parte un equivoco: il web ha delle sue logiche per alcuni di noi insondabili e assecondarle, a volte, può rappresentare una scelta intelligente che apre a nuove prospettive e a nuove “filosofie”; 2) come ho messo in evidenza sopra, giocando con un’improbabile frase da abbinare a questa pubblicità nata per caso, leggere un libro di poesie (e non mi riferisco al mio!) è sicuramente un atto di igiene “orale”, nel senso del dire, che dovrebbe assicurare al lettore un buon stato di “salute” interiore. Anche a chi scrive viene data la possibilità di procurare una buona salute alla propria anima: il poeta usa la parola per curare le ferite, per indagare sui misteri dell’esistenza, per mantenersi in forma (mentis), insomma per vivere meglio. 3) E infine vedere il mio libro nella pagina di una pubblicità per dentifrici mi ha fatto venire in mente inevitabilmente i famosi esperimenti artistici di Andy Warhol, il legame tra Pop Art e pubblicità, e mi ha ricordato quanto sia stato e sia tuttora importante l’utilizzo di questo legame anche per pubblicizzare, perché no, un libro di poesie.

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Esordienti nella rete

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 17 settembre 2016 by Michele Nigro

Una lodevole iniziativa da parte del Premio Italo Calvino e una risposta autorevole a tutti quei saccenti presuntuosi che pensano che chi scrive su un blog o si autopubblica non sia un vero scrittore (io preferisco la definizione di “scrivente”)… Eccovi serviti! Per fortuna c’è chi vede lontano e cerca di capire certi fenomeni senza stigmatizzarli…

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gli scrittori esordienti e il web

Una giornata di incontri con blogger, docenti, editor, giornalisti, scrittori.

L’esordio nella rete: l’efficacia, il valore e i riconoscimenti.
La funzione critica della rete, la selezione e il sostegno.
La rete, lo scrittore, l’editoria e il pubblico.

Venerdì 23 settembre 2016 – ore 9,30 – 18,00
Toolbox: Via Agostino da Montefeltro 2 – Torino

Bus: 42 (fermata Turati), 4 (fermata Osp. Mauriziano) – Metro: fermata Dante

Prenotazioni on-line entro il 18 settembre disponibili a questo link:
(iscrizioni aperte fino a esaurimento posti)

Scarica la brochure dettagliata qui (in formato pdf)

Scarica il comunicato stampa qui (in formato pdf)

Partecipano:

Matteo B. Bianchi
Benedetta Centovalli
Dario De Cristofaro
Lorenzo Fabbri
Ilva Fabiani
Giovanni Francesio
Tomaso Greco
Sebastiano Iannizzotto
Leonardo Luccone
Alessandro Magno
Francesca Marson
Giulio Mozzi
Davide Orecchio
Alessandra Penna
Valentina Rivetti
Gino Roncaglia
Vanni Santoni
Francesco Sparacino
Stefano Tura
Michele Turazzi
Camilla Valletti

Apre e chiude la giornata Mario Marchetti, Presidente del Premio Italo Calvino

Un giorno

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 5 settembre 2016 by Michele Nigro

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Un giorno

quando il distacco

allenato dal tempo

lo permetterà, senza

troppi rimorsi legati

a quelle parole scritte

con un tratto non più mio

riuscirò a leggervi,

e avrete conservato

intatto come inchiostro recente

il potere di una sciabolata

in pieno volto a una sciocca

giovinezza arresa.

 

Ma non oggi,

non è ancora l’ora

di spalancare pagine

di vite lontane, per finalmente

capire.

Solo sprazzi rubati

con la coda dell’occhio

da seppellite angosce.

The Words: le parole e il dolore

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 12 agosto 2016 by Michele Nigro

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Cosa c’insegna questo film?

a) non copiate! Tutt’al più citate, ma con moderazione: anche l’eccessivo citazionismo denuncia una mancanza di originalità. Insomma, se dite di essere dei creativi… create, diamine! O se siete abbastanza vanitosi autocitatevi ma stando attenti a non incappare in un abusato “Citarsi addosso” (cit. … ops!) di woody-alleniana memoria. Copiare non rappresenta solo una mancanza di rispetto nei confronti dell’autore da cui si “prelevano” idee e parole senza chiedere il permesso, ma è soprattutto una dichiarazione di disistima nei propri confronti. Se non sapete volare o volate a bassa quota, non staccate le penne a un’aquila per trapiantarle nella vostra pelle: precipiterete comunque. L’eventuale effimera gratificazione che si riceve dallo “scopiazzamento” (oggi si usa il termine meno invasivo e imbarazzante di “contaminazione”) non potrà mai controbilanciare il senso di meschinità che, immarcescibile, resterà lì per sempre a farvi compagnia; sempre ammesso che si abbia una coscienza che ci ricordi il misfatto con una certa puntualità. Sul plagio è già stato scritto abbastanza in passato, quindi mi fermo qui… Anche perché “The Words” non è un film sul plagio nell’arte, bensì è l’ennesimo esperimento cinematografico sugli “intrecci esistenziali” e sul concetto di destino, anche se strutturato in maniera meno cerebrale se confrontato con altre pellicole, comprese quelle fantascientifiche (vedi “Tredici variazioni sul tema”, “Cloud Atlas”, “Predestination” ecc.).

b) ci sono scrittori che cercano la scrittura, la “progettano”, vivono vite comode e vuote, inseguono il successo, partecipano a reading seguiti da buffet e a corsi di scrittura creativa tenuti da affermati scrittori da emulare (e non da copiare!), hanno un covo arredato di tutto punto in cui meditare, creare e imbrattare fogli, una bella poltrona, un computer e manuali che insegnano come azzeccare l’incipit vincente…; questi scrittori – e non perché il comfort escluda a priori il talento, ma perché l’agio (quello materiale e in primis quello psichico) non è garanzia di successo, anzi – scrivono anche cose gradevoli che, però, non “bucano” lo schermo editoriale, “non fanno giurisprudenza” e soprattutto, cosa più importante di tutte, non conquistano i lettori.

E poi ci sono scrittori che non sanno di esserlo, o forse lo sanno ma non vivono questa passione con spirito arrivista, e, al contrario degli altri, vengono inseguiti dalla scrittura fino a quando la vita e i suoi inevitabili dolori non aprono le paratoie di quelle dighe neuronali che trattengono LE PAROLE a monte del foglio bianco. Perché, rassegniamoci su questo punto, la scrittura è magia e non c’è scuola di Hogwarts che t’insegni come intercettare quell’incantesimo o, peggio ancora, come innescarlo a comando. Non c’è professore di stregoneria o di pozioni che ti dica come riprodurre e pilotare quell’alchimia unica e irripetibile fatta di immagini mentali, significati, ritmo verbale, e che vediamo materializzarsi sotto forma di parole, frasi, capitoli. Fino a un end che solo l’autore conosce. Nel film di Klugman e Sternthal viene dato risalto a un’impronta digitale che il vero autore, con le dita sporche d’inchiostro, lascia su uno dei fogli del prezioso dattiloscritto: come a voler dire che nella scelta delle parole, nella struttura che quasi istintivamente diamo a una storia, nell’effetto che quella scrittura ha sui lettori, ci siamo noi. E solo noi.

c) dunque la scrittura è solo emozione, attimo e non è anche tecnica? Assolutamente no! Ma spetta a noi scegliere se vogliamo vivere un’esistenza tecnicamente perfetta ma piatta, scrivendo tante cose e riempiendo fogli interessanti e insignificanti oppure rispettare noi stessi e assecondare quel caos che ci indica nella tempesta quand’è il momento di fissare su carta quello che veramente conta e in che modo. Siamo disposti a vivere il DOLORE, la sua rivoluzione e rivelazione, per raggiungere quell’attimo di perfezione e di verità nelle parole che scriviamo? Dice “il vecchio” (Jeremy Irons) nel film, come pronunciando una maledizione: <<… pensi che non ci sia un prezzo da pagare? Sono parole nate dalla gioia e dal dolore: se rubi quelle parole, prendi anche il dolore!>>. Confermando l’idea di incantesimo che orbita intorno al processo scritturale e alla creazione in senso lato: progettazione e creazione non sono la stessa cosa e in mezzo vi è la vita, con i suoi misteri, gli attimi irripetibili, i destini, le evoluzioni casuali, il talento non premeditato ma “animalesco”… La scrittura quanto più è vera, nascendo da un’interiorità che ha vissuto intensamente certe esperienze, tanto più ha un’impronta forte che il tempo non intacca; a prova di plagio. Le parole che concepiamo sono uniche e fanno parte di noi, non possono essere prestate. Come disse Nanni Moretti in “Palombella rossa”: <<le parole sono importanti!>>.

versione pdf: The Words: le parole e il dolore

“Coinvolti nelle storie: la narrazione nelle scienze sociali”

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 27 maggio 2015 by Michele Nigro

Il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Napoli Federico II, ospiterà nei giorni 28 e 29 Maggio, il convegno interdisciplinare “Coinvolti nelle storie: la narrazione nelle scienze sociali”, organizzato dall’Atelier di Ricerca sulla Narrazione e l’Immaginario, Funes.

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