Archivio per silloge

“Pomeriggi perduti” sul n.13 di Frequenze Poetiche

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 4 novembre 2018 by Michele Nigro

Alcune poesie tratte dalla mia silloge inedita “Pomeriggi perduti” sono state pubblicate sul n.13 (Anno II – Ottobre 2018) della rivista “Frequenze Poetiche” curata da Giorgio Moio, nella rubrica POESIA IN CAMPANIA

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INDICE

PERSONAGGI del passato
– Giovanni Ruggiero, La scuola di Posillipo: Michele Comella…………………………………………………………. p. 5

CRITICA LETTERARIA & D’ARTE
– Luciano Caruso, Non esistono scrittori veri……. ” 11
– Giorgio Moio, Per una poesia alternativa nel villaggio globale…………………………………………………….. ” 13

POESIA ITALIANA CONTEMPORANEA
– Francesco Aprile, Jannàra. Scritture provvisorie (estratti)……………………………………………………….. ” 17

POESIA STRANIERA CONTEMPORANEA
– Paulo Leminski, Cancellando l’espressione dell’Io……………………………… ” 22

POESIA VISUALE – SCRITTURE ASEMANTICHE – ARTI VISIVE
– Sara Taffoni, L’astrazione di Fernando M. Diaz: la lunga e articolata elaborazione di un “linguaggio colmo di significati storici e di messaggi spirituali”……………… ” 31

POESIA IN CAMPANIA
– Michele Nigro, Pomeriggi perduti…………………….. ” 42

PROSA – AFORISMI – HAIKU
– Gianluca Garrapa, Oltre lo specchio………………… ” 50

RIVISTE DI LETTERATURA
– Nadia Cavalera, Sanguineti, io e “Bollettario”……. ” 53

LETTURE & RILETTURE
– Lia Aurioso, Ponti di corda di Anna Fresu…………….” 61
– Alfonsina Caterino, Oltrepassare il divenire…………” 64
– Rosaria Di Donato, Il canzoniere unico di M. Grazia Lenisa………………………………………………………………” 66
– Rosa Frullo, Una scrittura e una poesia d’attesa quella di
Giorgio Moio……………………………………………………. ” 69
– Rosa Frullo, Canzoniere dell’assenza………………. ” 71

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“Poesie minori Pensieri minimi”, recensione di Eufrasia Gentileschi

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 31 ottobre 2018 by Michele Nigro

… un grazie infinito alla mia lettrice Eufrasia Gentileschi che anche in questa occasione ha voluto condividere, con me e gli altri lettori, le sue preziose considerazioni… 

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“Un legno poetico a salvare il senso”

Singolare come, nel momento in cui si leggono due testi in contemporanea, all’apparenza così diversi e distanti, si possano trovare punti di contatto e di incastro. È successo tutto questo mentre, leggendo questa piccola raccolta poetica “Poesie minori Pensieri minimi” di Michele Nigro, al contempo ero alle prese con l’ultimo libro di Roberto Cotroneo “Niente di personale”.

Ad un certo punto del romanzo, alla domanda: “E quando lo scriverai questo libro?”,  Cotroneo fa dire ad uno dei suoi protagonisti  – “Quando mi toglierò dalla testa che con tutta questa scrittura che ci sommerge abbia davvero ancora senso scrivere un libro… Invece non conta solo quello che scrivi, conta come metti insieme le cose. Conta la tonalità della tua vita.”

Ecco l’incastro, ecco il punto di contatto tra questi due libri.

Michele Nigro nel suo essere come sempre schietto e diretto, non ci gira intorno, quello che ha deciso di pubblicare è già chiaro dal titolo “Poesie minori Pensieri minimi”, nessun inganno, nessuna pretenziosità particolare. Li chiama Materiali di risulta, calcinacci d’inchiostro, provenienti da demolizioni di palazzi narrati, attici di parole non più baciati dal sole, svalutati, ma pur sempre materia prima dall’indubbio valore.

Dopo averci offerto, con la sua precedente raccolta “Nessuno nasce pulito”, una parte viva e pulsante di sé, fatta di ossa, di carne, di vene e sangue, continua con il mettere a nudo la sua anima, ma questa volta la spoglia in un momento di relax, come se si stesse godendo un silenzioso tramonto sul mare, mentre le sue dita, giocando con la sabbia delineano lettere, vocali, suoni ed immagini, nella più assoluta tranquillità.

Questa la “tonalità” scelta, nessuno schema, nessun ordine, nessuna regola da rispettare, disinteressato a piacere ad ogni costo agli addetti ai lavori “Ci si lecca solo/tra sapute pecore/nel chiuso recinto/del poetico ovile.”

Le sue parole, sempre oltre la recinzione ben delimitata dal filo spinato fatto di parole critiche, taglienti e spietate, si lasciano sedurre distendendosi su carta, non sempre come poesie o come aforismi, pensieri forse, immagini fissate: “Correndo il rischio di essere sottovalutati o fraintesi, anche se tutto è già stato previsto. Perché, forse, rischia di prendersi troppo sul serio solo chi non sa cogliere nell’apparente banalità la potenziale lungimiranza di un messaggio breve e scanzonato.” (dalla Premessa).

Come dicevamo, nessuno stile da rispettare, non ci sorprende dunque che Nigro strizzi l’occhio a Ko Un, omaggiandolo: “La caducità delle opere umane/mi mette gioia.” Ed è proprio grazie a questa consapevolezza della finitezza del tutto, che i suoi pensieri tra queste pagine sono a tratti leggeri e spiritosi, ma con punte di amarezza, malinconia e disincanto.

Compie poi una brevissima incursione nell’Haiku giapponese: “Primavera, vento fresco/nostalgia d’autunno” dal quale fugge immediatamente, per ritrovarsi nella sua dimensione più consona, più simile a ciò che vuole rappresentare e che lo rappresenta, donandoci non per ultimo questi versi che, da soli, valgono l’intera raccolta: “Senso e significato/ si perdono tra i flutti,/solo un legno poeta/tenta di salvarli.”

 

Eufrasia Gentileschi

(foto by Eufrasia Gentileschi)

… per leggerlo: qui!

9 poesie per “Frequenze Poetiche”

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 11 ottobre 2018 by Michele Nigro

Precedute da una mia dichiarazione di poetica, Giorgio Moio e la redazione di “Frequenze Poetiche” hanno scelto 9 poesie dalla silloge inedita “Pomeriggi perduti” pubblicandole sul sito della rivista… Nel ringraziarli, vi invito a leggerle qui!

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“Poesie minori Pensieri minimi” di Michele Nigro

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 15 settembre 2018 by Michele Nigro

Gentili Lettrici, gentili Lettori.

In parziale risposta alla pregevole iniziativa intitolata “Assalto alla poesia” #assaltoallapoesia, ideata e promossa dallo scrittore e poeta Franco Arminio, ho pensato di contribuire nel mio piccolo non in qualità di lettore (in quanto già frequentatore, nel corso dell’anno, di librerie e di fatto “assaltatore” di scaffali dedicati al genere poetico) bensì di umile e sconosciuto “artigiano della parola”.

Scrive Arminio, lanciando l’evento: “… Qualunque cosa sia, questo è un tempo in cui alcuni possono chiedere qualcosa alla poesia. Già in Rete si assiste con piacere alla presenza dei versi, ma ci vuole che la poesia venga comprata, ci vuole una prova che teniamo a lei come lei tiene a noi…”. È chiaro che l’iniziativa ha tra i suoi obiettivi principali quello di smuovere le acque stagnanti, anche dal punto di vista commerciale, intorno al “prodotto poesia”, ma come sottolineato dallo stesso Arminio non importa il “substrato” su cui abita la poesia che vogliamo leggere ma il muoversi verso di essa. Allora usciamo, sì, andiamo in libreria, acquistiamo libri di carta da “sniffare”, portare a casa, amare, leggere e sottolineare, ma dedichiamo qualche minuto anche a certe realtà parallele, alla poesia “elettronica”, immateriale ma anch’essa reale, alla poesia presente in Rete, a cui si accennava…

Ed è per questo motivo che ho deciso di distribuire, gratuitamente su questo blog, una mia raccolta intitolata “Poesie minori Pensieri minimi”, sottotitolo “materiali di risulta” (edizioni nugae 2.0 – anno 2018): anche se non comprandola, scaricando e leggendo questa mia silloge, in maniera indiretta contribuirete a sostenere l’idea di Arminio. Acquistare poesia in libreria, su un bookstore, oppure scaricarla gratuitamente dal web: le due azioni non si escludono e non sono in contrasto. Anzi! Interagiscono proficuamente… Buona lettura!

Di seguito il formato pdf (12,7×20,32 cm, già pronto anche per la stampa!) in cui scaricare la raccolta “Poesie minori Pensieri minimi”:

PDF

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WordPress non permette di caricare sul blog i formati MOBI-KINDLE, EPUB, AZW3, LIT, utili per i fruitori di ebook reader: i suddetti file potranno essere richiesti via e-mail direttamente all’Autore…

mikevelox@alice.it

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“Poesie sparse 1989-2008” di Giorgio Moio

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 9 giugno 2018 by Michele Nigro

Questa raccolta poetica di Giorgio Moio che attraversa il tempo, andando dal 1989 al 2008, in realtà attraversa anche lo spazio, quello della parola: lo attraversa ignorandolo, ripensandolo in maniera dissacrante, eversiva, senza preoccuparsi di farsi comprendere dal lettore attuale. Sembra quasi che l’autore voglia parlare al lettore d’altri tempi racchiuso in noi, lettori social del nuovo millennio che in un certo qual modo siamo protagonisti inconsapevoli di un’involuzione linguistica.

Una poesia volutamente disgrammatica, disortografica, oserei dire dislessica se non addirittura autistica (la poesia è una forma controllata di “autismo linguistico” → v. Arthur Koestler), da non confondere con il risultato di uno sperimentalismo avanguardistico fine a se stesso: l’autore non guarda al futuro, all’evoluzione della lingua (o forse non solo!), ma sembra che abbia voglia (o abbia avuto voglia) di riscoprire un archè linguistico, smembrando la lingua che gli è capitata alla nascita, disarticolandola e riannodandola assecondando nuove combinazioni sillabiche e grafiche, o legandola ad altre straniere e a dialetti, in ibridi che scoraggiano un inutile senso di appartenenza letteraria (come nella Napoli dominata da francesi, spagnoli, americani… ognuno lasciando un’eredità non richiesta ma assimilata obtorto collo). Un nuovo modo di guardarsi indietro per rifare avanguardia; infatti leggo a pag. 18: “Bisogna fare tutto d’accapo / l’avanguardia è morta: / di sostanze e fibre nuove abbiamo bisogno; / a traslare il senso dobbiamo mirare!”. Ma per traslare, a volte, bisogna scassare tutto, raccogliere i pezzi che ci servono e ricominciare su un nuovo foglio.

E la contaminazione/combinazione diventa gioco sonoro divertente, irriverente ricerca etimologica, anglismi e francesismi rubati e riplasmati, e affiancati da locuzioni di strada, rasentando in molti passaggi il nonsense perché la sensazione pura divenuta finalmente parola non deve cedere territori alla logica o, peggio ancora, alla metrica. E poi, i giochi grafici con ritagli di giornali e i collage di parole che ricordano gli esperimenti con la tecnica del “cut-up” di William Burroughs: il bisogno di decostruire certe convinzioni letterarie o più specificamente creative.

La parola riconquista i propri spazi; anche quelli semantici. L’acqua diventa accua: non per un capriccio sperimentale ma per un ritorno alle origini del significato, per riappropriarsi di una forma delle parole prima dell’era delle sovrastrutture politically correct. La poesia è politica. La scoperta di nuove calligrafie (vedi il film “Arrival”) e le frasi circolari e concentriche, a formare disegni da non leggere in maniera ordinaria: come nei karesansui, i giardini dei templi zen in Giappone, dove linee concentriche e parallele create nella sabbia, rappresentano corsi d’acqua. In queste poesigrafie di Giorgio Moio le linee non sono semplici segni nella sabbia ma sono fatte di parole, frasi lunghe, forse versi. Infatti il titolo di una di esse ci ricorda che “La poesia non è come l’accua”: le linee di cui sopra non sono rappresentazioni dell’acqua ma parole vere e proprie. Le poesigrafie non chiamatele “figure”: non sono le immagini del libro, ma poesie a tutti gli effetti, come quelle altre normali scritte da sinistra a destra.

Non inserirò un esempio di poesigrafia: ve la dovete immaginare in base alle mie parole! O richiedetela direttamente all’autore (o accontentatevi dell’esempio in copertina).

Seguirà, invece, un’altra poesia altrettanto significativa della ricerca poetica di Moio:

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“Intervista a Michele Nigro”, a cura di Roberto Guerra (versione ‘small’ per Neofuturismo)

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 19 gennaio 2018 by Michele Nigro

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È apparsa in queste ore sul sito di “Neofuturismo”, primo quotidiano transumanista italiano, un’intervista al sottoscritto a cura dello scrittore neofuturista ferrarese Roberto Guerra, in versione ridotta.

La versione integrale sarà pubblicata prossimamente su Ferrara Italia… Stay tuned!

Segue un breve passaggio:

“… R.G. Michele, il tuo ultimo libro (ebook e cartaceo) s’intitola “Nessuno nasce pulito”, un approfondimento?

M.N. Si tratta di una raccolta di poesie “prelevate” da vari periodi; ne è venuto fuori un excursus poetico piuttosto eterogeneo dal punto di vista stilistico: avevo bisogno di raggruppare in un unico prodotto, per difenderle prima di tutto dalla mia dimenticanza, poesie appartenenti a differenti momenti dell’esistenza. Io l’ho definita webpoetry perché inizialmente la mia poesia è stata pubblicata sul web, sul mio blog “Nigricante” (quasi sempre dopo un preventivo stazionamento sull’insostituibile carta); solo in seguito è avvenuto il passaggio finale nell’oggetto “libro”. Si sente tanto parlare del cosiddetto “contatto erede”, un essere umano volenteroso che, dopo la nostra dipartita da questo mondo, dovrebbe preoccuparsi di gestire il social networking lasciato incustodito per cause di forza maggiore; oppure in ambito transumanista si sta ipotizzando da molti anni l’opportunità di compiere un Mind Uploading, ovvero un trasferimento di quella che convenzionalmente chiamiamo “mente” su un supporto non biologico in grado di interagire con l’ambiente esterno all’indomani della morte del corpo (e quindi del cervello) che la conteneva. Cos’è un libro se non un “erede” del nostro pensiero, un supporto a cui affidare una parte del nostro linguaggio per contrastare l’oblio?…”

Per leggere la versione ridotta, qui.

“Nessuno…” su Le notti bianche, rece-intervista a cura di Evelina Murgia

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 9 novembre 2017 by Michele Nigro

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Su “Le notti bianche” (blog letterario dedicato alla lettura, ai libri e ai loro autori) è stata pubblicata un’ottima rece-intervista (recensione + intervista) alla mia raccolta “Nessuno nasce pulito”, a cura di Evelina Murgia. Finalmente una recensione con un’anima e una personalità, mi sono detto, e non frutto di una svogliata lettura trasversale che “rubacchia” idee da premesse, introduzioni e prefazioni.

Segue uno stralcio prelevato dall’intervista:

“… Il fine delle mie poesie, di questa mia raccolta? Se non ti dispiace vorrei risponderti con parole non mie, ma di Ghiànnis Ritsos, tratte da una sua lirica che tengo appesa al muro nella casa dove vado spesso a scrivere in solitudine:

Ma tu, a dispetto della pioggia e dei venti, insisti sotto la tua lampada, su questa sedia dura, per lasciare qualcosa a chi verrà dopo – almeno due versi…” (Debito autunnale)

È vero, si scrive per se stessi, per conoscersi, per dare forma all’insondabile per quanto è possibile, ma alla fine la motivazione è ancora più semplice: per lasciare almeno due versi a chi si ricorderà di me in un futuro senza di me.

Forse è esagerato dirlo, ma dopo aver pubblicato questa raccolta ho un po’ meno paura della morte (non che ne avessi, forse fa più paura l’oblio del pensiero di un individuo che la sua sparizione fisica): è vero, ho molto altro ancora da dire, ma è come se avessi messo al riparo dalla dimenticanza, mia prima di quella degli altri, un pezzettino di eredità.
Non si tratta di denaro o immobili ma di un’eredità impalpabile, immateriale, “inutile” dal punto di vista pratico ma preziosa per me e per chi vorrà leggerla con occhi assetati di verità esistenziali…”

Per leggere l’intera rece-intervista: qui

“Nessuno…” su Libri e Recensioni.com

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 30 ottobre 2017 by Michele Nigro

È stata pubblicata sul sito Libri e Recensioni.com una recensione alla raccolta “Nessuno nasce pulito”: una valutazione onesta, equilibrata, non eccessivamente strutturata. Mi soffermo su un passaggio della recensione di Paolo Tognola che ho trovato particolarmente interessante: “La musicalità è l’aspetto meno perseguito. I versi, volutamente, fioriscono non grazie al ritmo.” Dice non bene ma benissimo il recensore, infatti tempo fa ebbi a scrivere in un altro post, avendo io stesso già sottolineato questo aspetto: “Nelle mie poesie non c’è musicalità, e le poche tracce esistenti forse sarebbero piaciute a Schönberg; non vi è in esse, come è semplice notare, l’adorazione di un mito estetico, edulcorato balsamo per l’anima. C’è, nonostante tutto, ricerca di significato […], di contenuto esistenziale, utilizzando un significante di-sgraziato e disritmico. È una ricerca che diventa sfida contro un istinto per il bello piuttosto scontato.”

Per leggere la recensione: qui

Leggi una poesia: in regalo una copia del libro…

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 25 marzo 2017 by Michele Nigro

Leggi una poesia tratta dalla raccolta “Nessuno nasce pulito” che hai acquistato (cartacea o e-book): in regalo per te, un tuo familiare o per un tuo amico, una copia del libro.
Potrai leggerla in un video o inviare un file audio: il video (o il file audio) potrà essere pubblicato sul tuo canale Youtube (o su altre piattaforme di video sharing), direttamente nella fan page del libro che ha creato questo evento o inviato via e-mail a: mikevelox@alice.it (per essere in seguito pubblicato sul canale Youtube di “Nigricante” e nella fan page di “Nessuno nasce pulito”).
Non leggerla, però, dalle anteprime dei siti di self publishing: non fare il furbetto! 😉 E soprattutto non dimenticare di indicarmi (in privato ovviamente) il tuo indirizzo civico (se la copia la vorrai per te) o quello di un amico o un’amica a cui donare il libro: penserò io alla spedizione della copia cartacea e a svelare nella dedica di chi è stato il pensiero.
Non ci sarà bisogno di aggiungere musiche di sottofondo, scenografie o altri effetti speciali: m’interessano solo la VOCE e il VOLTO del lettore reale, mentre legge una poesia che ha toccato le sue corde. Non importa se userai microfoni sofisticati o il tuo smartphone, se la leggerai nella tua stanza davanti a una webcam o su una panchina al parco: l’importante è che sia la TUA poesia…
Buon reading!
A presto, Michele.
Segui l’evento qui!

p.s.: anche se ho dovuto indicare come scadenza l’8 aprile 2017 (per esigenze facebookiane!) in realtà è un EVENTO SENZA SCADENZA (che duplicherò)! Quindi avete tutto il tempo per allestire le vostre performance audio-visive… Spero vi divertiate!

codice QR dell’evento

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Eufrasia Gentileschi su “Nessuno nasce pulito”

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 2 febbraio 2017 by Michele Nigro

Ho ricevuto tempo fa questa interessante recensione da parte di Eufrasia Gentileschi, una mia lettrice… Desidero condividerla con i lettori di questo blog.

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La suprema azione della poesia sul caos

L’ordine alfabetico contempla il disordine cronologico, in questa prima raccolta poetica di Michele Nigro.

Non sono necessari riferimenti temporali per capire l’evoluzione linguistica che c’è stata nel corso degli anni; viene offerta al lettore una miscellanea che comprende il pensare, il sentire, l’avvertire, il credere, lo sperare, il soffrire e il resistere e che prescinde, dal sapere quello che è stato il giorno esatto in cui un sentimento ha prevalso sull’altro. Solo pochi riferimenti scelti e chiariti dall’autore, per tracciare una mappa, ma la struttura è quella di un labirinto in cui, pur ripercorrendo temi già citati, parranno ai nostri occhi come luoghi inesplorati.

Scriveva Sophia De Mello Breyner Andresen: “Non l’uomo, ma i segni dell’uomo,/la sua arte, le sue abitudini, il suo violento azzurro,/…/I segni dell’uomo dicono la storia dell’uomo.”

Cosa ha a disposizione il Poeta, pertanto, se non la bellezza e la grandezza della Poesia che diviene “segno dell’uomo che dice la storia dell’uomo”. Mezzo per appropriarsi delle parole, lasciando ad esse la libertà di potersi esprimere, eternamente, in maniera svincolata. “Lascio tracce presuntuose di me nel futuro, figli/di carta” (Autoeredità).

Chi è avvezzo alla Poesia, dunque, non troverà nei versi di Michele Nigro, nessun rimando a qualcosa di già letto, nessun eco di immagini note o usurate. È una parola nuova, originale e che non necessita di alcun riferimento, ma si muove con padronanza all’interno dei versi dotati di una sfrontatezza e una sicurezza nel non voler mai imitare, creando così, una scrittura riconoscibile in quanto personalissima. “con piglio eversivo/aggiungi, non richiesto/un tocco personale/all’effimero passaggio” (Comparsata).

Tematiche incalzanti, come tarli che rodono dentro, si sfogano bruciando e liquefacendosi al fuoco dell’inchiostro, da qui le immagini in parole, spesso vere e proprie saette, anatemi contro situazioni subite e osservate; l’invettiva usata come mezzo che, come catarsi, purifica lo spirito del poeta fino ad una nuova ricaduta. “La mancata partecipazione disturba!” (Impermeabile).

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“Nessuno nasce pulito” su Streetlib Stores (Simplicissimus Book Farm)

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 19 novembre 2016 by Michele Nigro

È disponibile anche sulla piattaforma di self-publishing Streetlib Stores (Simplicissimus Book Farm), in e-book e in formato cartaceo (brossura), la raccolta poetica “Nessuno nasce pulito” di Michele Nigro.

Sinossi per Streetlib Stores:

La raccolta intitolata “Nessuno nasce pulito” contiene poesie esperienziali. La singolare titolazione prende spunto dalla condizione embrionale, “sporca”, di ogni lirica nascente che con lentezza, dopo un lavoro di analisi interiore da parte dell’autore e di limatura del testo, giunge al lettore nella versione pubblica, “pulita”: egli, il lettore, può solo intuire il percorso intrapreso dal poeta, farlo proprio senza l’urgenza dell’interpretazione.

Si tratta di una “raccolta di formazione”: elencate in ordine alfabetico, per interrompere la consequenzialità cronologica tra i vari componimenti, le poesie selezionate rappresentano folgorazioni e intermittenze della mente con cui il poeta registra stati mentali, impressioni, epifanie appartenenti al suo vissuto. Sono un “manifesto esistenziale” in cui riconoscersi e farsi riconoscere. È una poesia urbana, quotidiana, che non ricerca una lingua pura, panica e arcaica; non insegue la tradizione. La parola utilizzata in questa raccolta non è una mimesi della realtà né del parlato. È una voce autentica, che adopera slittamenti di senso e si pone contro la linearità sia geometrica (la posizione della scrittura nello spazio del foglio) che di pensiero.

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“Statue d’acqua” di Marina Agostinacchio

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 20 ottobre 2016 by Michele Nigro

… ricevo da Marina Agostinacchio una nota critica del poeta Silvio Ramat sul suo poemetto “Statue d’acqua”Dice l’autrice: “... pubblicato nell’ottobre del 2015 da una Casa d’arte particolare (il Centro Internazionale della grafica di Venezia) che ha più di cinquant’anni di vita; lì lavorano ancora con i torchi. Il libro è corredato di incisioni di Elena Candeo, un’artista e amica padovana…”

Marina Agostinacchio, insegnante di Lettere presso una scuola di Padova, è stata allieva del poeta Silvio Ramat. Tra i vincitori del premio Montale nel 2002 per l’inedito, finora le raccolte da lei pubblicate sono: “Porticati” (Book ed.), “Azzurro”, “Il melograno” (Puntoacapo), l’e-book “Lo sguardo”, “La gioia” (Narcissus), “Tra ponte e selciato” corredato di acquerelli di Paola Munari (Centro internazionale della grafica di Venezia).

PER LEGGERE il pdf del libro, cliccare su “Statue d’acqua”

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Nei 14 quadri di Statue d’acqua Marina Agostinacchio dimostra di aver trovato un ritmo suo: un libero alternarsi di endecasillabi e doppi senarȋ, sia pure con reiterata facoltà di deroga; un ritmo che sarebbe facile, in relazione alla materia del poemetto, paragonare se non proprio identificare al ritmo delle bracciate che servono a percorrere lo spazio di questa vasca. A una considerazione retrospettiva e ricapitolativa del poemetto, la vasca somiglierà a una piscina probatica, al luogo che purifica e risana. In quel perimetro il movimento del nuotatore non si svolge da un punto di partenza a un qualsivoglia traguardo e viceversa. Non c’è infatti gara, non c’è esibizione: la sfida consiste nel conseguire un equilibrio, e mantenerlo, fra l’abbandonarsi all’elemento – in una sorta di ipnosi prodiga di possibilità – e la tensione utile a tesaurizzare tutto ciò che del poemetto costituisce poi l’argomento.

È una successione di testi che parrebbe addirittura pensata nell’acqua fra progettazione e realizzazione dell’opera non sembra che si frapponga un intervallo di assestamento, di riflessione demandata alla razionalità. La fantasia del lettore vede anzi sull’umido bordo della piscina le ancor umide “statue”, e fra tutte colei che se ne fa voce designata (Marina, autrice del poemetto), vivere immediatamente, con tuttora la pelle bagnata, il privilegio di quella immersione, di cui ho ipotizzato la virtù taumaturgica, “probatica”. Il privilegio consiste nel tanto di liberatorio di cui usufruisce chi crede (e cede) alla spinta, al sostegno delle acque: una libertà – inimmaginabile in altra situazione – di assemblare quel che normalmente ci si porge diviso e dissociare quel che di solito percepiamo come unitario. In altri termini, la permanenza nell’elemento ha scatenato il poetico, beninteso in chi vi si sia immerso con la necessaria fiducia e direi confidenza.

Per questo, e in un dilagante regime d’ipnosi, nulla di realistico ci trasmettono i versi di Marina; per questo il suo codice lirico è anche e primamente un cifrario, al quale corrispondono con bravura le illustrazioni di Elena Candeo, che di quel codice deve aver capito la segretezza arcana. D’altra parte l’emotività che lo ispira e governa reclama da chi legge innanzitutto un’adesione sensibile, quell’iniziale scatto di empatia, mancando il quale (ce l’hanno insegnato i grandi poeti) non nasce in noi il desiderio di sviscerare un testo, di farlo nostro coll’approfondirne l’interpretazione.

            SILVIO RAMAT

Agosto 2016

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