Archivio per stella

Buen retiro

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 12 ottobre 2016 by Michele Nigro

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Sai di terra

e di pioggia

aria notturna

d’echi estivi

e voci assenti,

luci discrete

come stelle tra noi

prima di chiudere

l’uscio e partire

ancora una volta,

sognare di tornare

a un punto desiderarlo

per camminarti

tutta intorno

ossessivo riandare

a capire meglio

le cose semplici

gli archetipi di sempre,

deriso da passanti

nati ciechi, eppure perdoni

e torni, insisti in autunno

rivai, rimpiangi da lontano

e ritorni

mai sazio di silenzi

e gocce su tegole

al ritmo di te.

 

Che te ne fai della verità

se non puoi cantarla?

(immagine: “Buen retiro”, foto di M. Nigro – ottobre 2016)

 

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Respiro stellare

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 13 luglio 2016 by Michele Nigro

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Stanche membra

di vino ebbre e di strada,

echi d’avi senza gloria

mi precedono nel sogno,

verso contrario alle mode

chi narrerà questi silenzi?

 

Se potessi respirare

la muta voce pulsante

di tutte le stelle

nella solitaria notte,

la storia umana

colorata e caduca

diverrebbe un umile

nulla

perso nel tempo.

Tout est pardonné

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 3 agosto 2015 by Michele Nigro

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Tramonto alla fine del mondo, clemente è l’imbrunire

balsamo serale per animi piagati

tutto è perdonato, le idee archiviate in ordine

nei cassetti profumati di naftalina alcolica

e facili promesse con cui prendere sonno.

Si accendono, luminose lacrime di città lontane,

le tenui luci di speranze nutrite nel nuovo buio

che non esige risposte,

la feroce illuminazione solare

cede il posto a dolci illusioni

notturne come danze sensuali

intorno a fuochi d’agape

intese di pelle e sguardi intimi.

Istinti avvolti dall’oscurità

ballano su morbidi cuscini ancestrali

puntellati di stelle,

si addormenta tra sospiri carnali

l’affanno di un vissuto

che ancora scotta sulla pelle raminga.

Copia di Foto1179

Hüzün

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 1 febbraio 2015 by Michele Nigro

 

The Looking Glass

Un’insperata luce lunare

irrompe da uno squarcio tra le nuvole

illuminando

lembi familiari di solitudine.

Il cielo libero, stellato

ebbro d’aria ventosa

graziato da tempeste in fuga ad est,

celesti luminarie

giungono in ritardo

sulla rassegnata soglia dell’uomo televisivo

ambasciatrici di folli speranze notturne.

Gli occhi d’istinto

abbandonano la terra cara e meschina

gli atavici affanni

seguendo quel tenue richiamo dal cosmo

silenziosa traccia di padri non umani

divini antenati viaggiatori dell’universo.

Senti di non appartenere a questo mondo

inconsapevole tortura è il vivere

di chi vuole tornare a casa.

Nostalgici senza memoria

cercano nell’oscurità del tempo

l’origine di una mancanza.

Hüzün: “… Nel Corano questa parola sta ad indicare lo stato d’animo determinato da una grave perdita spirituale e dal distacco irreversibile da una persona amata. Il concetto è stato ripreso nella filosofia sufi per indicare l’emozione generata dalla consapevolezza dell’incolmabile distanza tra l’uomo e Dio. Tale sentimento è tuttavia estremamente positivo, poiché è visto come una condizione esistenziale necessaria per intraprendere il cammino mistico di riavvicinamento alla divinità…” (fonte)

Tempesta solare

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 9 gennaio 2014 by Michele Nigro

Vento-solare

Una macchia

compare sul volto della divinità

brillamenti, moniti dall’infinito

disturbano

la gloriosa esistenza del piccolo uomo.

Effetti cosmici

sull’umore tecnologico di scimmie evolute

e radiazioni

sulla pelle elettrica della civiltà.

Navigo a vista in un mare di plasma

tra uragani magnetici

e aurore colorate di morte.

Eruzioni stellari di energia

provocano

un blackout dell’orgoglio mammifero,

il delirio di onnipotenza

devia la sua rotta.

I due lati della casa

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 30 luglio 2013 by Michele Nigro

MagritteRené Magritte – L’impero della luce (L’Empire des lumières)*, 1953–54

I due lati della casa

La mia casa ha due viste

due modi di intendere la vita.

Una si apre sulla strada trafficata

esistenza che cerca compagnia

tra schiamazzi e strusci estivi

automobili, giostre e feste patronali.

L’altra si nutre da millenni

di pipistrelli e vecchie querce

sul mare stellato

della notte arcaica e silenziosa.

Oscillo, eterno cercatore,

tra appartenenza e libertà

progresso e conservazione

tra il presente e i ricordi

bisognoso di entrambi i lati.

Il fumo aromatico di una pipa solitaria

si sovrappone al nitido schema

della costellazione dell’Orsa Maggiore

mentre fioche luci di fari lontani

scompaiono e riappaiono

divorate dai boschi notturni e briganti

di una Lucania ancora vergine.

La fontana ormai asciutta

legata agli echi di giochi bambini

difende i propri spazi melmosi

dalle nuove costruzioni

di generazioni senza memoria.

Da strade poco illuminate

riemergono le passeggiate di ieri

masticando erbe selvatiche

tra i passi avvolti dal silenzio del tempo

di persone assenti e quasi dimenticate,

e nuove rotte di aerei ignoranti

come stelle cadenti orizzontali.

Intorno ai lampioni di campagna

vortici di insetti assetati di luce

simulano, fedeli nei secoli,

movimenti cosmici senza nome.

Sospeso sui balconi di una casa ambigua

il corpo respira quiete

tra progetti futuri e pesanti eredità

tra desideri e doveri

sogno e risveglio

fantasia e realtà

antico e moderno

ricerca e disincanto

natura e asfalto

mistero e certezza

poesia e tecnica…

Fino alla fine della notte.

* Magritte: «Nell’Impero delle luci ho rappresentato due idee diverse, vale a dire un cielo notturno e un cielo come lo vediamo di giorno. Il paesaggio fa pensare alla notte e il cielo al giorno. Trovo che questa contemporaneità di giorno e notte abbia la forza di sorprendere e di incantare. Chiamo questa forza poesia.»

Un posto al sole

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , on 1 marzo 2011 by Michele Nigro

Un posto al sole

Quando l’abitante di Lucifera vide la sua lama affondare nella pelle scura dell’avversario, capì che ancora una volta il suo angolo di luce non sarebbe stato violato.

Un riflesso partito dal metallo dell’arma, illuminando il torace del perdente fino a lambire il collo e la mascella, aveva finito per evidenziare un rivolo vermiglio: il sangue dell’altro come dono sacrificale da offrire al dio sole.

Lucifera e Nictalopia, i due emisferi del pianeta dalla doppia faccia: l’uno perennemente illuminato, l’altro condannato all’oscurità eterna. Da millenni, da quando il lento ma inesorabile mutare del moto rotatorio aveva costretto metà della popolazione di Statikos ad attendere la morte immersa in una notte senza fine, il pianeta viveva in uno stato di guerra permanente: dapprima furono le pallide genti di Nictalopia a muovere battaglia contro i fortunati abitanti di Lucifera. La disperata conquista dei raggi solari necessari per produrre cibo ed energia aveva causato un nuovo odio fratricida.

In seguito alla definitiva sconfitta degli abitanti del lato oscuro, il conflitto aveva trovato una diversa fonte d’ispirazione nel sovraffollamento di Lucifera: la vincente popolazione dell’emisfero illuminato era cresciuta a dismisura e la difesa del proprio posto al sole rappresentava ormai la priorità dei sopravvissuti vincitori.

Combattere con tutte le proprie forze per restare nella luce o migrare verso Nictalopia e andare incontro a morte certa.

Le periodiche stragi gladiatorie organizzate dal Governatore di Lucifera servivano a ristabilire l’equilibrio sotto il sole: la guerra, sola igiene del mondo illuminato. Ma si trattava di una guerra ripartita nel tempo e scientificamente organizzata, di una mattanza progettata secoli addietro e divenuta pian piano usanza tribale, appuntamento pubblico, gioco necessario, per alcuni rito religioso propiziatorio…

Il vincente abitante di Lucifera estrasse il fendente dal corpo esanime del concorrente scelto dalla sorte. Non conosceva il nome di quel casuale conterraneo steso morto dinanzi ai suoi piedi e non aveva nutrito odio nei suoi confronti prima del combattimento: aveva solo difeso il suo futuro e la sua fetta di luce. Aveva semplicemente rispettato la feroce legge di Lucifera.

Senza entusiasmo e con un forzato gesto plateale alzò la sua arma insanguinata verso il sole.

La sconfinata valle assolata intorno alla capitale di Lucifera era un luccichio di lame vincitrici. I legittimi proprietari offrivano alla vitale stella la loro vittoria stagionale.

IMMAGINE by PEDRAM ANVARYPOUR

NOTIZIA CORRELATA: “Scoperto pianeta simile alla Terra”

Cuore ibernato

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , on 4 febbraio 2011 by Michele Nigro

Nel silenzio del cosmo

il mio cuore ibernato

ha scoperto una stella

che brilla solo per me.

Perfetti i suoi seni

come gli anelli di Xilon.

Rosse le labbra

più dei vulcani di Protyn.

Simili alla nebulosa di Aberom

i suoi morbidi capelli.

Traccerò nuove rotte

verso le costellazioni

della sua passione.

E il vento solare

non mi sorprenderà più

sulle spiagge interstellari

della fredda solitudine.


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