Archivio per tempo

Il momento perfetto

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 19 febbraio 2018 by Michele Nigro

Esisteranno, un giorno che non chiameremo più giorno

anche per noi

un tempo e uno spazio

(non più tempo, non più spazio)

in cui diluire la vita incompresa, la non riuscita

e quella non digerita, in cui disperdere

le questioni di principio e gli affanni

i quotidiani attriti dell’inutile fare

gli orgogli della carne e le posizioni in classifica.

Dove tutto sarà quasi pace, ingiudicato e incolore

o colorato a piacere, con le mani e i piedi della notte camminata

di stelle e vino, sospesi

solo una musica lieve e ricordi blandi di

una certa vita lasciata indietro, laggiù o lassù

da qualche parte, insomma… Senza nomi di città,

o di strade, o cognomi strani, o numeri civici e di telefono.

Ignoti, ignoranti e ignorati

in eterno.

 

Non c’importerà più di niente

perché niente saremo.

Forse vivi, forse no

in ogni caso non lo scopriremo.

 

Finalmente

sorridendo, senza sapere come

ci dimenticheremo

sui marciapiedi dell’universo.

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La casa senza noi

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 6 febbraio 2018 by Michele Nigro

(Protagora)

Come corpo morto

pian piano si fredda

la casa lasciata sola

non vissuta da aliti umani

vapori di brodo sui vetri

e caldi sospiri di stufa.

Tra queste quattro mura inanimate

si rifugia forse lo spirito

della storia che non conta

il tempo

perché tempi non conosce?

Cosa fai al buio, d’inverno

durante le lontane feste?

 

I testimoni oculari

che tutto misurano

lasciano dietro di sé

polveri ignoranti

tra muti oggetti

non più sfiorati

da una vista cosciente,

un ultimo giro di chiave

li separa da un’immobile eternità.

“Le maree della vita”: antologia poetica

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 9 gennaio 2018 by Michele Nigro

maree della vita

Preannunciata in un precedente post, è finalmente uscita l’antologia poetica “Le maree della vita” presentata dal Gruppo per la diffusione della cultura e dell’arte “Valchiria” e dal programma “Verseggiando sotto gli astri di…”, e curata da Izabella Teresa Kostka, Lina Luraschi e Mariateresa Bocca, con Prefazione di Fausta Genziana Le Piane.

Tra le opere selezionate anche due miei componimenti: Come seppellire i morti a gravità zero Finirà (pag. 63 – 64).

Dalla quarta di copertina:

(…) Nel nostro Mondo, nel quale vengono venerate soprattutto la bellezza e la giovinezza, abbiamo deciso di rallentare la frenetica corsa quotidiana e, come vecchi saggi, dedicare il tempo al momento dell’inevitabile passaggio verso l’Oltre. Lontani da ogni credo religioso e da qualsiasi corrente filosofica, vogliamo pensare che la Morte stessa non sia mai la fine, ma soltanto la trasformazione del pensiero e dell’energia, portando il Nucleo vitale, ovvero l’Anima, ai livelli superiori della coscienza universale. È come un’eterna marea che ha donato l’inizio ad ogni forma di vita sul nostro Pianeta. Citando le parole del famoso scrittore Marcel Proust: “Le persone non muoiono immediatamente, ma rimangono immerse in una sorta di aura di vita che non ha alcuna relazione con la vera immortalità, ma attraverso la quale continuano ad occupare i nostri pensieri nello stesso modo di quando erano vivi”; speriamo con umiltà, grazie ai versi immortalati sulle pagine di questo libro, di aver lasciato per sempre un’impronta significativa nei Vostri cuori.

Izabella Teresa Kostka

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Futurologia della Vita Quotidiana. Transhumanist Age: libri Asino Rosso

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 16 dicembre 2017 by Michele Nigro

Sono stato coinvolto dallo scrittore neofuturista ferrarese Roby Guerra in questo primo ebook transumanista italiano; ho fornito il mio breve e modesto contributo in ambito poetico. Felice di esserci e… alla via così!

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GLI AUTORI: ADRIANO AUTINO, MARY BLINDFLOWERS, PIERFRANCO BRUNI, IVAN BRUNO, PIERLUIGI CASALINO, VITALDO CONTE, RAIMONDO GALANTE, ANGELO GIUBILEO, DAVIDE GRANDI, ROBERTO GUERRA, ZOLTAN ISTVAN, MICHELE NIGRO, CRISTIANO ROCCHO, FABRIZIO ULIVIERI, CARLO ZANNETTI. “Difficile definire in modo univoco il Transumanesimo, perchè i pensatori, gli scienziati e gli artisti che vi si riconoscono, conducono ricerche nei campi più svariati. In linea generale si può dire che i transumanisti mirano allo sviluppo delle scienze con il fine di migliorare sensibilmente la condizione umana. Il transumanesimo è la fase di transizione che guiderà verso la prossima condizione post-umana” (Antonio Saccoccio, netfuturista) Il transumanesimo o nuova futurologia scientifica è sempre più in primo piano nel dibattito contemporaneo, un movimento anche in certo senso liquido internazionale: dai pionieri americani Max More, Natasha Vita More, Nick Bostrom, agli stessi Aubrey de Grey, Martine Rothblatt, David Orban, James Hughes, Ilia Stambler, agli italiani Riccardo Campa, Stefano Vaj, Emmanuele J. Pilia, Giulio Prisco, Roberto Manzocco, Antonio Saccoccio, Giancarlo Stile, David De Biasi, “Estropico” a nomi quali gli stessi Larry Page di Google, Raymond Kurzweil (Google e Nasa) e tanti altri (inclusi scrittori di fantascienza o fantasy quali William Gibson, Bruce Sterling, Robert J. Sawyer, gli italiani stessi Sandro Battisti e Francesco Verso. In questo eBook, focus è una visione del transumanesimo forse atipica o comunque non chiaramente percepita se non lateralmente o singolarmente dagli addetti ai lavori e dal percepito culturale attuale: un futuribile complesso essenzialmente storico culturale e anche in certa misura pop. Tra gli autori infatti alcuni transumanisti e futuristi italiani (con ‘importante presenza “special guest” del Transumanista attualmente e probabilmente più noto ai media anche europei, ovvero l’americano Zoltan Istvan), alcuni scrittori di fantascienza, ma anche scrittori o artisti semplicemente futuribili a modo loro, attivisti insomma o semplici simpatizzanti. Da diverse e peculiari modulazioni, tutti gli autori segnalano che il futuro è già veramente cominciato, tangibilissimo nella vita quotidiana, plasmata, piaccia o meno dalla ormai pluridecennale rivoluzione elettronica e dai suoi effetti sulla mente umana e le attuali società moderne e pre-post-umane… Ecco quindi un libello digitale essenzialmente o quasi in stile giornalista culturale 2.0 e si spera divulgativo. Per relativizzare e (come direbbe lo stesso Freud) con buona e sana Normalità un movimento d’avanguardia certamente ma ancora perturbante per certi suoi radicalismi futuristici, al contrario assai stimolanti, ma da interfacciare una volta per tutte, che si parli di postumano o transumanesimo, con la dimensione scientifica (come scienza sociale) e una sua storia del transumanesimo o del futuro, culturale anche ante litteram.

Per acquistare l’ebook: qui

Esortazione autoptica

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 20 novembre 2017 by Michele Nigro

Morirete, un giorno

e non avranno capito nulla

del vostro passaggio su questa terra.

Così come loro stessi del proprio:

l’ignoranza esistenziale è democratica.

Quelli che oggi presumono

senza comprendere

forse moriranno dopo di voi

o insieme a voi. O prima, peccato:

non assisteranno alla fine

dello spettacolo allestito

dall’infinito per divertire il divino

che tutto sa.

Restate in vita, dunque

abbiate fede pur nella finitezza che v’opprime

stringete i denti e la carne alle ossa

tenete duro nonostante il buio,

sopravvivete a voi stessi

e alla stupidità, per i restanti anni.

Partecipate all’equivoco, giocateci

non disperate come piace al nemico

rendete difficile il cammino

alle voci di un corridoio post mortem,

smentitele dal vivo con l’esempio

e non solo a parole

lasciatele morire sotto i colpi del tempo

che tutto guarisce e risolve,

seppellite i detrattori ma senza gioire

perché tutti siamo detrattori di qualcun’altro,

siate l’autopsia di voi stessi

non affidatela ad altri, a frettolosi

anatomopatologi dell’anima

e preparate una fossa profonda

in cui far riposare le persone superficiali

che oggi decantano, non autorizzate

le gesta sminuite o esaltate

di esistenze che non gli appartengono.

Dopo gli errori insiti nell’essere umani

c’è bisogno di fatti salvifici, cercati o fortuiti

prima dei puntuali conti presentati lì

dove l’imbuto di Kronos si restringe intorno al collo.

Sarà meglio morire vecchi e nella verità

che giovani e tumulati dalla menzogna.

Quando il vento dell’anima

abbandonerà i vostri corpi, che non saranno più vostri

ma della terra,

nulla potrà essere aggiustato.

(immagine:

“¡Y tenía corazón! / Anatomía del corazón / La autopsia”

quadro di Enrique Simonet – 1890)

Filastracca

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 17 novembre 2017 by Michele Nigro

a Gianni Rodari

Dalla pagina di un tomo

la parola intorpidita

“ma che fine ha fatto l’uomo?”

dice e fugge inorridita.

E girando per le strade

tra i rumori di città

vede che la gente cade

mentre segue nullità.

Gli occhi fissi su un oggetto

che non assomiglia a un libro,

la parola con sospetto:

“mi dispiace ma non vibro!”

Se la mente è sempre stracca

di recarsi in libreria

perché gli occhi più non stacca

dalla sua diavoleria.

“Sono stanca d’aspettare

tra le pagine ingiallite

quindi muoviti a sfogliare

saggi, rime e storie ardite!”

Il tuo tempo è limitato

e la morte non attende,

prendi in mano un rilegato

che il cervello non s’offende.

(immagine di Pawel Kuczynski)

Gianni Rodari

L’eredità

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 15 novembre 2017 by Michele Nigro

Ora che so di questa

eredità di parole sparse

più dolce m’appare

all’orizzonte la morte

che non attendo.

 

Non temo l’oblio della carne,

compagno di strada

mi è il verso forte e ignoto

ai salotti laureati

nato da quel vivere

che per altri vita non è.

Passo di sera

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 11 novembre 2017 by Michele Nigro

Nuvole pance nero catrame

che sfiorate, gonfie di vendetta

le piccole vette del mondo,

freddo vento d’autunno

che risuoni tra forzuti rami

cigolanti come ossa di vecchi

e gialle foglie di cembalo,

accompagnate il passo

all’imbrunire del sereno

viandante di mezzo

verso la decadente

dimora dei ricordi ritmati

su strade percorse

a memoria eppure nuove

all’andare che ritorna!

 

Non è un suono novello

quello tra le fronde

sferzate da tocchi

di vento stagionato,

latore di parole usate

già dette altrove,

pettegolezzi e olezzi

di camino tra foglie arrese

a pensieri di passaggio.

Spade cilene

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 31 ottobre 2017 by Michele Nigro

a Pablo Neruda

Cadono le parole

ingiallite come foglie

su carte d’erba,

sotto i colpi di autunni

dittatori, scrivono pagine

a un canto generale.

Non fu vano

il loro stare al cielo

a raccogliere luce

per l’eterno dire.

 

Non restarono mute

le foglie cadute

di Neruda assassinato,

come le spade taglienti

di un poeta fuggitivo

brillavano pericolose

nella vigliacca notte

della libertà.

“The Village” su L’Ottavo.it

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 14 ottobre 2017 by Michele Nigro

Una mia recensione al film “The Village” è stata pubblicata con il titolo “THE VILLAGE E LE PAURE DELL’AMERICA DI OGGI” sul sito L’Ottavo.it – Notizie dal mondo dei libri e non solo.

Un grazie alla Redazione!

Segue un breve stralcio:

“… Da un film altamente simbolico come questo potrebbero essere tratte innumerevoli chiavi di lettura: la prima, a mio avviso la più affascinante, è quella riguardante le motivazioni che spingono un gruppo di persone del XX secolo a scegliere di tagliare i ponti con il proprio tempo e di vivere in un villaggio isolato dal resto dell’umanità, abbracciando lo stile di vita di una comunità americana dell’800. Gli anziani di Convigton, un tempo anch’essi abitanti della moderna e tecnologica America, compiono una scelta draconiana di vita, spinti dalla violenza che ha colpito le loro esistenze: un familiare ucciso, un affetto strappato dall’assurdità di un mondo feroce e sanguinario, alcune tra le cause che inducono un ristretto gruppo di professionisti e adulti perfettamente consapevoli, a un radicale cambio di esistenza. Non s’intravede in questa scelta alcun ideale rivoluzionario o insegnamento filosofico: non si vuole donare al mondo un esempio da seguire in vista di un cambiamento globale. Niente affatto: si desidera solo essere dimenticati…” (per leggere la recensione completa: qui)

 

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