Archivio per uomo

Poesia triviale di amore e morte

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 5 agosto 2017 by Michele Nigro

Mi condusse nel bosco della fiducia

e abusò della mia benevolenza,

per ore

senza dire una parola

raccontò tutto del suo ego

e me lo mostrò,

con colpi ritmati di piacere

strofinando la mia schiena nuda

sulla corteccia del nostro

talamo fogliato.

 

A mò di anello

con la fascetta rossa

dell’ultimo Partagás

intorno al dito raggrinzito

da umidi connubi solitari

le chiesi di unirsi a me

sul baratro di un bucolico caos.

 

Bifolco vuol dire

due volte folk

ed eravate coppia impopolare

di verderame e stanchezza.

 

C’è gente che

è vestita bene

solo da morta,

e allora lei morì

per vedersi bella

dal cielo.

L’eleganza nella bara

di castagno voyeur

testimone legnoso del loro

giovanile amplesso

fece dimenticare

l’indegno barcollio da birra

tornando di sera, ormai vecchi

da terre lavorate bestemmiando

irrigate con lacrime di pelle

e le risate in vita

dell’intero paese.

(immagine: Vincent van Gogh –

Contadino e contadina che seminano patate, 1885)

 

 

 

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Desidera la donna d’altri!

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 16 maggio 2017 by Michele Nigro

versione pdf: Desidera la donna d’altri!

Agli amori impossibili

e a quegli amanti che li rendono tali

Recita il nono comandamento del Decalogo, meglio conosciuto come I dieci comandamenti: “Non desiderare la donna d’altri”; essendo il termine donna piuttosto generico, in quanto comprendente anche una persona nubile di età adulta o una giovane ragazza che pur avendo raggiunto la maturità sessuale non è ancora in età da matrimonio, gli esegeti in difficoltà fanno ricorso alla versione del Decalogo tratta dal libro dell’Esodo in cui si specifica severamente, rivolgendosi ai tipi vaghi: “Non desiderare la moglie del tuo prossimo”, restringendo decisamente il campo e allontanando il fedele da qualsivoglia rischio interpretativo. Indipendentemente dall’utilizzo del termine donna o moglie, il principale bug contenuto in questo comandamento è il carattere di possesso, esercitato dall’uomo nei confronti della donna, che traspare dalle parole: comandamento che, per chi crede, sarà stato pure dettato da Dio, infallibile per definizione, ma la lingua in cui è stato tradotto, ad uso e consumo dell’umanità bisognosa di norme, anzi scolpito sulle leggendarie tavoletradisce esigenze terrene palesemente maschiliste che di divino hanno veramente poco! È quel d’altri, usato indifferentemente tra “roba” (del decimo “non desiderare la roba d’altri”) e “donna”, a rappresentare uno dei punti meno nobili del nono comandamento. Ma andiamo per gradi: ritorneremo sulla questione del possesso in un secondo momento.

“Non desiderare…” Che significa? Come si può ordinare alla propria mente e al proprio corpo di non desiderare? Ovvero di volere fortemente? Posso decidere di non muovere per un giorno intero il braccio destro (che è un “oggetto” materiale visibile e tangibile) ed è un esercizio quasi impossibile da realizzare perché l’istinto, in un momento di distrazione, ci imporrebbe prima o poi di muovere il suddetto braccio nel caso in cui dovesse servire per bloccare una minaccia o per evitare una caduta rovinosa… Eccolo lì, il vero pericolo della virtù: l’istinto. Più sfuggevole e incontrollabile del libero arbitrio che presuppone un libero ragionamento a cui seguirà un’azione volontaria, meditata. Il desiderio non è come un arto fatto di muscoli e ossa: è un concetto intangibile che però può avere effetti concreti nella realtà. Il desiderio non è il frutto di un ragionamento; il desiderio sorge all’improvviso dalla mente, dal cuore e spesso, prima ancora, dalla carne. Esiste, però, anche un desiderio casto: desiderare di ascoltare le parole di una persona che tocca le nostre corde interiori; questo non precede necessariamente un toccare corde fisiche, ma prevenire è meglio che curare – avranno pensato gli antichi custodi della nostra integrità morale – e quindi ci viene intimato nel vangelo di Matteo: “Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore” (in un altro libro che nominerò più avanti* si legge una versione simile sempre in riferimento al vangelo di Matteo: “Chiunque mette gli occhi su una donna sposata per concupirla ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore” […] l’adulterio consumato all’interno dell’uomo equivale per gravità a quello consumato nella carne [pag. 216]). In entrambe le versioni c’è una costante: con lei, ovvero la donna è adultera a sua insaputa solo perché un uomo l’ha desiderata nell’immaginazione. Una sorta di “parità tra i sessi” ante litteram in chiave immaginifica? O di condivisione neurologica delle responsabilità? La posizione dei peccatori peggiora se anche lei asseconda e ricambia lo sguardo desideroso di lui. In quel caso l’inferno è assicurato per entrambi: anzi la donna vi entrerà per prima in quanto è un essere a cui non è permesso desiderare esternamente, in quanto “roba”, cosa, oggetto del possesso privo di potere decisionale e vincolata da un “familismo amorale” di stampo sentimentale. Infatti il Decalogo esclude a priori l’equivalente femminile del nono comandamento: “Non desiderare l’uomo di altre”. Tanto a cosa servirebbe specificarlo? Le ragioni di questa esclusione non sono solo di natura sessuale (nel senso di sesso di appartenenza), o dovuta a una superiorità di genere decisa dall’alto, ma soprattutto trattasi di motivazioni socio-economiche e culturali “giustificate” dall’epoca storica in cui sono state concepite.

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Narcisismo del noi

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 21 agosto 2015 by Michele Nigro

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Con occhi compiaciuti di creatore

ammiro l’intreccio tra i corpi

dinamica bellezza imperfetta

scolpita da luci non volute,

difendo la nostra figura

dal giudizio del mondo

conservandoti pura e distante

all’ombra del piacere.

La crasi del settimo anno

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 12 maggio 2015 by Michele Nigro

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Il campo gravitazionale

del tuo culo filosofico

voluttuoso emblema divino

influenza questo dittongo

tra anime

libere dal senso del possesso

unite a un livello superiore

di energia resistente al tempo

e alla morte.

Di che morte sorridere

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 23 marzo 2015 by Michele Nigro

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Gli arroganti sberleffi esperti

di amorose coppie dal passato

s’infrangono in ritardo sui vetri spessi e veri

di un nuovo sentire.

Umile e forte è la luce

emanata dal fortuito incontro

di anime incomplete,

assetate di comprensione.

In silenzio, senza clamori

nutro questa creatura complessa

concepita da lente coscienze libere

e bisognosa di cure clandestine,

mentre un oceano di parole elettriche

accoglie i dolci vagiti dello stupore.

E ora ditemi pure di che morte morirò!

Sono pronto a sorridere e perdonare.

Subway Poetry

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 29 gennaio 2015 by Michele Nigro

Ghosts1

(Uomini sotto la superficie)

La storia dell’uomo

finì sotto i suoi piedi.

Orde di assopiti vichinghi

in attesa di Caron dimonio,

con occhi di bragia

scrutano stanchi

l’orizzonte di sotterranee attese

assenti ebbri di video colorati

ascoltando lounge music gracchiante

d’edulcorata ipnotica normalità.

Un grasso topo metropolitano

reso quasi cieco da buie ricerche

attraversa indifferente i binari.

Dietro la linea gialla

di un muto allarmante linguaggio che informa

idroponici fiori femmina

obliteratrici d’inconsapevoli desideri

sprecano sensualità sotto luci artificiali

sognando tiepide spiagge

bagnate da mari di superficie.

Un drago di ferro

macchiato d’arte incompresa

spettina i vaghi pensieri

di pazienti soldatini senza tempo

congelati nelle viscere della civiltà.

Un abile buddha partenopeo

conta i proventi dai distratti automi.

Strana soluzione

fingersi talpe.

(Napoli, febbraio 2005)

Titanic senza iceberg

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 3 dicembre 2014 by Michele Nigro

Titanic

Quello che non avverrà

tortura il pensiero immanente

in attesa di un imbarco da banchine solitarie.

Sollevarsi leggero come piuma sul mare

vedere dall’alto la giustizia

nascosta dietro navi imperfette

incomplete, mai salpate

e le scelte non contemplate

dalla cieca sete di avere.

Libero da egoismi di possesso

osservare l’essenza del mondo

di te.

E invece ricado in acqua

senza saper nuotare

arrabbiato e carnale

avido di vita, assetato

abbandono pur di salvarmi

e salvare la scintilla

perduta tra questi ghiacci.

Diventi un ideale da clonare, niente di più

mentre s’inabissa la tua immagine

tra le onde dell’esistenza.

Cercare altrove il panorama di noi

desiderare sotto altre forme

quello che oggi non può avvenire.

Alta fedeltà

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 1 maggio 2014 by Michele Nigro

ad Hachikō

Ripetizione costante nel tempo

di uno schema d’amore casuale,

breccia tra inutili parole umane.

Legami inscindibili, senza prezzo

riaffiorano linguaggi dimenticati dell’anima,

solide scelte istintive

nel cieco caos di un’esistenza effimera.

Orologio interiore, consuetudine puntuale

scritta in muti codici primordiali,

un’irragionevole speranza combatte

contro l’evidenza del destino.

Il grazie infinito tra le specie

resistente alle stagioni e agli umori

obbedisce a ordini invisibili, spezzati solo dalla morte.

Un’incrollabile fede animale, insegnamento antico e vivo

fa vibrare le corde ancestrali dell’uomo culturale

da secoli sepolte sotto strati gloriosi di quotidiana banalità.

Hachiko

Hachikō

Filogenesi

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 7 aprile 2014 by Michele Nigro

Dal mare antico degli archetipi

riemergono ricordi e forme ancestrali

funzioni atrofizzate dell’io.

Rammento le mie branchie

il rumore del liquido materno

le innumerevoli specie morenti

parti inutili abbandonate nel passato

l’organismo indeciso che fui

mentre attendo, seduto in una posa innaturale

il prossimo metrò.

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Acidità di cervello

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 24 marzo 2014 by Michele Nigro

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Non tace dentro di te il capriccio del possesso

troppo forte è lo scellerato grido liberatorio

di una falsa vendetta che lascia intatta la sete.

La trasfigurazione renderà l’oggetto

incondivisibile e unico in eterno.

Intercetto il tuo odio malato, l’ho vissuto

assomiglia alla frustrazione del mondo.

Il non detto che sembrava amore

scava gallerie dolorose e inguaribili in una dignità precaria.

Come aerei primordiali incapaci di prendere quota

restiamo a terra senza confronto, a nutrirci di ipotesi e paranoie

impotenti e orgogliosi, inferiori per convinzione.

La speranza è nel decadimento naturale

di un ossessionante io,

nel riscoprire la voglia di ridere di se.

fantascritture - il blog di gian filippo pizzo

fantascienza e fantastico, ma anche no

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L'Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale

L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.

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