Archivio per web poet

Nuovo sol dell’avvenire

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 25 giugno 2018 by Michele Nigro

Finì così, all’alba
di un’estate indecisa,
la nostra sinistra
adolescenza
romantica e sognatrice
di zaini su strade d’idee
e mondi da costruire.
Ora che siamo adulti stanchi
neri di rabbia e disincanto
cerchiamo risposte brevi
al tramonto di una crisi eterna.

Ma tu, nel dubbio
in attesa di un nuovo sol dell’avvenire
non smettere di ammirare le mie gambe
pronte ad andare.

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Evocazioni

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 11 maggio 2018 by Michele Nigro

I giovani baci rubati

nel museo della follia

non erano quelli tuoi

innocenti, dicevi, come

acquerelli di Turner.

 

La folle folla in movimento

fuori dal chiostro dei silenzi

è ancora la stessa

della città che guariva.

Grado Celsius

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 2 maggio 2018 by Michele Nigro

Con l’arrivo dei primi caldi

di notte

dalla finestra aperta

mi raggiungono psicosi da strada.

Uno che vagando tra i vicoli

geme un lamento “mamma! mamma!”

crisi d’astinenza dalla vita

una sirena insonne tra i miei sogni

colpi disperati di campana

schiamazzi da calura

e coltelli facili.

 

Amo il gelo che tutto acquieta

sotto un velo immobile

molecole indecenti si placano,

cerco l’inverno che zittisce

come severo maestro

i dolori infreddoliti del mondo.

immagine: Night scene of Nyboder

Harald Rudyard Engman, 1958

 

Giacevi così mi parve…

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 24 aprile 2018 by Michele Nigro

La casa del custode

con la sua luce tenue

da una vita privata

veglia ancora oggi

su quello che fummo,

in epoche che sembravano

clementi come un ultimo giorno

di scuola e di speranze.

 

Hai avuto la tua occasione

esanime dalle zampe verdi

che giaci sulla banchina

della mia partenza a tratti,

in attesa dell’aruspice passante

per leggere in te

ardui futuri da sovvertire.

 

Tentenni ancora

nei pressi della stazione,

non hai dimenticato

quella possibilità di andare.

 

Poesia e Libertà: intervista a Michele Nigro…

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 15 aprile 2018 by Michele Nigro

Pubblicata “a puntate” su Instagram (i_libri_salvano) grazie alla book influencer Sara Maria Luna, ripropongo in versione integrale questa bella e lunga intervista di Anna Maria Di Pietro pensata per il sottoscritto… Buona lettura!

versione pdf: Poesia e Libertà, intervista a Michele Nigro

foto autore quarta di cop JPEG scuro

INTERVISTA A MICHELE NIGRO

a cura di Anna Maria Di Pietro

 

Se dovessi descrivere Michele Nigro con un aggettivo, direi che è libero.

L’ho incontrato tra i versi del suo libro “Nessuno nasce pulito” (ed. nugae 2.0), una raccolta di poesie vere, nude. È stato come sfogliare un album dove ogni poesia è una fotografia che immortala un momento, uno stato d’animo, uno stralcio di vita vera, senza filtri, senza alterazioni. Lui è di quelli che non cerca le parole ma da loro si fa trovare, le accoglie e le fa vivere regalando al lettore una sorta di “mappa del tesoro” per vivere meglio, per muoversi nella vita con più consapevolezza, spronando a guardarsi dentro, a conoscere se stessi, a “essere” e non ad apparire. Così, è nata la voglia di conoscerlo meglio attraverso questa intervista che ha tutte le caratteristiche di una sincera chiacchierata tra amici.

(Anna Maria D. P.) Il titolo del libro da un lato destabilizza chi crede di “essere arrivato”, dall’altro, però, dona speranza a chi, oggi, si sente inadeguato perché fuori dai giochi di un mondo proteso verso la perfezione. È giusto?

(Michele N.) In realtà il titolo potrebbe avere una continuazione: “e nessuno vi rimane (pulito) pur diventandolo”. Ma diventerebbe chilometrico come il titolo di un film di Lina Wertmüller! Scherzi a parte. Chi, in fin dei conti, può veramente credere di essere arrivato? Solo gli inconsapevoli felici per cecità, gli uomini cosiddetti “di successo” che hanno assecondato le regole del sistema; tuttavia la raccolta non vuole essere un “vangelo” confortante per disadattati e sconfitti, anzi: è una dichiarazione di guerra, è un manifesto da usare per controbattere, è una presa di coscienza che rende forti. Accettare l’imperfezione dell’esistenza è il primo passo verso la felicità, ma non tutti posseggono gli strumenti per cantare questa imperfezione. Come suggerisce saggiamente Branduardi:non è da tutti catturare la vita / non disprezzate chi non ce la fa.”

Per essere preciso, dietro questo titolo si nasconde anche un altro motivo più “prosaico”: le mie poesie, inizialmente pubblicate per anni sul blog “Nigricante”, e accompagnate da immagini e video musicali (dando vita a un concetto del tutto personale di webpoetry), sono state in seguito “ripulite” e ripresentate nude su carta (e in e-book). Solo testo, senza aggiunta di “olio di palma”!

Il titolo della raccolta è un riferimento all’incompiutezza e al mistero dell’atto poetico: può una poesia essere considerata ‘finita’ o addirittura ‘perfetta’? E soprattutto: una poesia nasce già “pulita” oppure, molto più verosimilmente, è il risultato di un meraviglioso e silenzioso travaglio, di una nascita sporca di placenta e sangue, di un lavorio artigianale sulla parola che può riprendere anche dopo anni?

I tuoi versi “sciolti” hanno il potere di creare immagini talmente vive da far apparire tra le pagine un grande palcoscenico popolato da burattini, “scimmie ammaestrate” e maschere. Chi sono?

Il bello della poesia e della scrittura creativa in generale è che sono “spazio-temporalmente democratiche”: in un verso, nella trama di un racconto, possono convivere persone e personaggi appartenenti a luoghi e tempi separati tra essi. Tutti noi possediamo un bagaglio fatto di facce reali (altro che Facebook!), di esperienze esistenziali, di persone conosciute in profondità o solo sfiorate, di vicende in cui a volte siamo stati registi o protagonisti, molte altre volte maschere, burattini o scimmie ammaestrate. Chi sono? Sono gli altri e siamo noi, che siamo “gli altri” per qualcun’altro…

In molte poesie si può scorgere una strada percorsa da gruppi di uomini omologati che vanno verso città illuminate, rumorose, mischiandosi alla massa e allontanandosi da se stessi. Perché accade questo?

Per onestà intellettuale devo confessarti che provengo da un’esperienza (in qualità di lettore e a volte anche di semplice scrittore di brevi racconti) di letteratura fantascientifica distopica: immaginare la futura condizione dell’umanità era un esercizio che non potevo lasciare al di fuori della mia poetica. Purtroppo, come recita uno slogan inflazionato ma vero “The future is now” (Il futuro è adesso); quello che la letteratura d’anticipazione immaginava, in termini di alienazione e di omologazione, è diventato realtà, e quest’ultima ha superato l’immaginazione. I social network che tutti noi adoperiamo sono una “versione volontaria” del Grande Fratello di Orwell: se nel romanzo “1984” le persone subivano un necessario controllo onnipresente da parte di “Big Brother”, noi oggi scegliamo spontaneamente di farci controllare, ci iscriviamo da soli sui social. Nessuno ce lo impone! Tutto questo accade perché il controllo è gentile, estremamente diluito, raffinato, le catene sono invisibili, spesso sono scambiate per indispensabili strumenti di libertà. Non c’è un potere apertamente ostile da contrastare o una dittatura opprimente: il contrasto lo avvertiamo solo quando scegliamo di non scegliere la loro “libertà”. La poesia, in maniera particolare, può aiutarci a non scegliere, può decostruire il messaggio proveniente dalla città illuminata e rumorosa, può agevolare la conoscenza di noi stessi e mettere in crisi i programmi che il sistema ha fatto sulla nostra mente. Sappiamo accettare e gestire la solitudine che ne consegue?   

Ma tu, accanto a quella strada affollata, ne tracci una parallela, alternativa, in salita. Qual è il mezzo per aprirsi un varco e percorrerla?

Decisamente in salita, e solitaria, come lascio intendere al termine della precedente risposta. C’è un dazio da pagare, è ovvio. “Mezzi sicuri” da consigliare non ne ho. Posso solo dire che grazie alla cultura, al sapere contenuto nei libri, abbiamo l’opportunità di acquisire libertà di scelta e indipendenza mentale; con la poesia, invece, cambia proprio la percezione che abbiamo del mondo (visibile e invisibile), anche se restiamo “ignoranti” in altri campi. Non so se ho reso l’idea. Per aprire quel varco occorre fare tanto esercizio (non solo poetico ma prima ancora esistenziale: fare esperienza di alternatività senza forzare la mano ma con naturalezza) e non è detto che il risultato positivo sia assicurato. Il bagno di folla è necessario, il divertimento piace a tutti, i rumori della città fanno parte dell’original soundtrack di questa vita, l’uomo è fatto per stare in compagnia dei propri simili e il modello del poeta isolato e maledetto ha fatto il suo tempo; la poesia, però, c’insegna come essere parte di questo mondo senza farsi possedere da esso.   

Solitudine “cercata” e silenzio sono le note che compongono la colonna sonora dei tuoi versi. Quanto sono necessari?

Nella poesia intitolata Riconoscersi, contenuta nella raccolta, tento di spiegare tutto questo. Solitudine e silenzio non sono degli espedienti fini a se stessi, tanto per starsene un po’ tranquilli dopo una giornata stressante! Sono preziosi strumenti interiori (solitudine e silenzio non si riferiscono solo all’isolamento fisico e acustico, ma rappresentano qualcosa di più complesso) per mezzo dei quali riusciamo a riconoscere la parola giusta quando questa viene a trovarci prima di diventare poesia; mettersi in ascolto di se stessi è fondamentale per distillare le parole e intrecciarle nella maniera più onesta. Ma solitudine e silenzio – potrebbe sembrare contraddittorio eppure è così – occorrono anche per riconoscere i propri “simili”, la persona o le persone più importanti della propria esistenza, per scegliere quali esperienze vivere e quali no. Per ripulire la ricezione dai suoni che non contano.

Ti ho visto camminare tra le tue parole sempre in compagnia della riflessione, ogni tanto voltandoti indietro. Quanto conta il passato?

Il passato è indispensabile: fornisce una quantità considerevole di “materie prime” con cui fabbricare i pensieri di oggi. Noi siamo le nostre esperienze. Per quanto riguarda la poesia, il passato si manifesta sotto forma di echi mai prepotenti, di sfumature che non rubano la scena al presente. Qualcuno ha interpretato tutto questo come nostalgismo o, peggio ancora, come pentitismo. (Lo stesso prefatore del mio libro è caduto nell’inganno!). Scriveva Arthur Koestler che bisogna rinculare per saltare: il passato è forza propulsiva per evolvere, non una palude di sabbie mobili. In alcuni miei versi cerco di intimare a me stesso: “ricordati chi eri!”

Continua a leggere

Keep on movin’!

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 9 aprile 2018 by Michele Nigro

Non aspettare!

Batti colpo su colpo…

Ferro rovente e martello… Sdengh!

Sdengh! Sdengh! La forma che vuoi tu.

Botta e risposta…

Azione e reazione…

Problema e soluzione…

Tic e Tac…

Yin e Yang…

Tacc e pont…

Cip e Ciop…

Mazza e pivezo…

A contro B, B contro A.

Insisti, non muoverti, resta al tuo posto.

Anzi muoviti ma sulla tua posizione!

Ritmo, ritmo, ritmo!

Intervallo zero!

Ci vuole fiato. Dunque allenati!

Stare allerta, caffeina, ginseng

e Red Bull endovenosa, cocaina dei poveri.

Metro dopo metro

ufficio dopo ufficio

burocrate dopo burocrate.

Stanarli, finirli sulla piazza virtuale

con un colpo

alla tempia del sistema.

Un rambo che spara

proiettili di carta bollata.

A provocazione rispondo

a sfida ricevuta, t’assutterr

sotto tre metri ‘e munnezza lessicale!

Essere gli incazzati orologi svizzeri

di una puntuale assertività.

Nella pausa dell’uomo pacifico

s’annida il germe della (sua) sconfitta.

Vi odio tutti, vi combatterò tutti

e a tutte le ore

senza tregua

senza esclusione di colpi.

Occhi spalancati

nella notte di provincia.

Sarò l’incubo

dei vostri incubi

al punto che questi

sbiaditi e ridotti a minima cosa

diverranno dolci sogni.

“Intervista a Michele Nigro”, a cura di Anna Maria Di Pietro e @i_libri_salvano

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 12 febbraio 2018 by Michele Nigro

È cominciata con una prima presentazione sull’account Instagram @i_libri_salvano di Sara (Book influencer) e sulla fan page Ebook Italia, la pubblicazione di una lunga intervista al sottoscritto a cura di Anna Maria Di Pietro.

Per continuare a seguire la pubblicazione (a puntate!) dell’intervista, vai qui e qui… Stay tuned!

Nel frattempo, un “grazie” ad Anna Maria per le interessanti domande su di me e sul mio libro “Nessuno nasce pulito” e a Sara Lettrice per lo spazio sui social da lei curati con passione e professionalità, per la presentazione e progettazione dell’idea-intervista…

(immagine da @i_libri_salvano)

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“Nessuno…” su @leggoecammino

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 26 gennaio 2018 by Michele Nigro
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Domenica 28 gennaio 2018 alle ore 11, su INSTAGRAM l’amica lettrice @anna_maria_d_p durante la puntata live de “IL GIRO DEI BELLI” camminerà e leggerà alcuni versi tratti dalla mia raccolta “Nessuno nasce pulito”!
Come fare per vedere la DIRETTA? Basta seguire su Instagram @leggoecammino (Leggoecammino).
Leggere e camminare: il ritorno dei Peripatetici sui social!
p.s.: per rivedere la “porzione” di puntata che mi riguarda, vai qui!

“Intervista a Michele Nigro”, a cura di Roberto Guerra (versione ‘small’ per Neofuturismo)

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 19 gennaio 2018 by Michele Nigro

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È apparsa in queste ore sul sito di “Neofuturismo”, primo quotidiano transumanista italiano, un’intervista al sottoscritto a cura dello scrittore neofuturista ferrarese Roberto Guerra, in versione ridotta.

La versione integrale sarà pubblicata prossimamente su Ferrara Italia… Stay tuned!

Segue un breve passaggio:

“… R.G. Michele, il tuo ultimo libro (ebook e cartaceo) s’intitola “Nessuno nasce pulito”, un approfondimento?

M.N. Si tratta di una raccolta di poesie “prelevate” da vari periodi; ne è venuto fuori un excursus poetico piuttosto eterogeneo dal punto di vista stilistico: avevo bisogno di raggruppare in un unico prodotto, per difenderle prima di tutto dalla mia dimenticanza, poesie appartenenti a differenti momenti dell’esistenza. Io l’ho definita webpoetry perché inizialmente la mia poesia è stata pubblicata sul web, sul mio blog “Nigricante” (quasi sempre dopo un preventivo stazionamento sull’insostituibile carta); solo in seguito è avvenuto il passaggio finale nell’oggetto “libro”. Si sente tanto parlare del cosiddetto “contatto erede”, un essere umano volenteroso che, dopo la nostra dipartita da questo mondo, dovrebbe preoccuparsi di gestire il social networking lasciato incustodito per cause di forza maggiore; oppure in ambito transumanista si sta ipotizzando da molti anni l’opportunità di compiere un Mind Uploading, ovvero un trasferimento di quella che convenzionalmente chiamiamo “mente” su un supporto non biologico in grado di interagire con l’ambiente esterno all’indomani della morte del corpo (e quindi del cervello) che la conteneva. Cos’è un libro se non un “erede” del nostro pensiero, un supporto a cui affidare una parte del nostro linguaggio per contrastare l’oblio?…”

Per leggere la versione ridotta, qui.

“Nessuno…” su I Fiordalisi di Menti Sommerse

Posted in nigrologia with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 18 dicembre 2017 by Michele Nigro

fiordalisi

Nella rubrica “I Fiordalisi”, sulla webzine artistico-culturale “Menti Sommerse” diretta da Corrado Parlati, è stata pubblicata una segnalazione-recensione riguardante la raccolta “Nessuno nasce pulito” a firma di Alessandra Corbetta.

Mission del sito: “… Ci sono dei luoghi interiori, nell’animo di ogni individuo, che possono essere esplorati solo se accompagnati per mano dall’arte. E lo scopo di Menti Sommerse è quello di provare a raccontarvela, l’arte, e di portarvi a diretto contatto con essa.”

Così scrive di “Nessuno…” Alessandra Corbetta: “… Preparatevi, come viene anticipato fin dal titolo, all’abbandono di ogni convenevole poetico e sociale e all’abbattimento del velo di Maya che aleggia sopra le cose del mondo e dell’esistere: Nigro, ironico, tagliente, ci denuda da convinzioni e convenzioni imperanti ma dotate della stessa consistenza delle bolle di sapone…”

Per leggere l’intera recensione, qui… o in pdf: Nessuno nasce pulito -I Fiordalisi- Menti Sommerse

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