Il fantasma dentro la macchina

Per ricevere (a pagamento) una copia anastatica in pdf del libro, contattatemi al seguente indirizzo e-mail: mikevelox@alice.it

Da mesi cercavo il saggio di Arthur Koestler “Il fantasma dentro la macchina” (fuori catalogo, trattandosi di un libro pubblicato in Italia nel 1970 dalla S.E.I di Torino – titolo originale “The Ghost in the Machine”, 1967 -, e praticamente introvabile tramite le vie canoniche) senza ottenere risultati tangibili… Ma oggi ho ricevuto una bella notizia da un venditore di libri usati e quindi presto avrò l’agognato volume tra le mie mani! Fino a oggi dovevo accontentarmi delle notizie in rete (vedi in seguito lo stralcio ripreso da Wikipedia) e di vedere l’anime (bellissimo!) tratto dal manga “Ghost in the Shell” di Masamune Shirow, che attinge a piene mani dai contenuti del saggio… L’ambientazione fantascientifica (e precisamente cyberpunk-postcyberpunk) di “Ghost in the Shell” non può e non deve relegare in una dimensione prettamente futuristica le attualissime tematiche etiche, biologiche e filosofiche contenute nell’opera di Koestler… Grazie al pensiero del filosofo ungherese, però, siamo in grado di avere a disposizione validi strumenti con cui poter rispondere ad alcune delle domande più affascinanti riguardanti il transumanesimo e la cosiddetta “singolarità tecnologica”. Domande sull’evoluzione dell’essere umano che in futuro sarà “obbligatorio”, o perlomeno necessario, porsi. (m.n.)

<<… Ghost nell’ambientazione è il termine colloquiale slang per riferirsi alla mente o essenza di un essere (normalmente in inglese “ghost” significa “spirito” o “fantasma”). Nella società futuristica di Ghost in the Shell, l’autore ha scientificamente ridefinito l'”anima”, come quella cosa che differenzia un essere umano da un robot biologico. Indifferentemente da quanto materiale biologico venga rimpiazzato con sostituti meccanici o elettronici fintantoché un individuo mantiene il suo ghost mantiene la sua umanità ed individualità. Masamune Shirow (l’autore del manga “Ghost in the Shell”) ha preso in prestito il concetto di ghost dal saggio strutturalista Il fantasma dentro la macchina di Arthur Koestler (nella foto). Lo stesso titolo nel libro di Koestler era basato sulle parole usate dal filosofo inglese Gilbert Ryle, che scimmiottava il paradosso del convenzionale Dualismo cartesiano e del Dualismo in generale. Koestler, come Ryle, nega il dualismo Cartesiano e ritiene che la condizione fisica del cervello umano sia l’origine della mente umana. Anche Shirow nega questo dualismo nel suo lavoro. Basandosi sull’idea di Koestler in Il fantasma nella macchina Shirow definisce il ghost in un contesto più ampio, non semplicemente come tratto fisico, ma come fase o piuttosto vagamente come un fenomeno che compare in un sistema quando questi supera un certo livello di complessità. Il cervello stesso è solo una parte dell’intera rete neurale; quindi, per esempio, se un organo viene rimosso da un corpo i nervi autonomi dell’organo e conseguentemente il suo ghost svaniranno a meno che lo stimolo dell’esistenza dell’organo non venga riprodotto in maniera completamente realistica da una certa sostituzione meccanica. Questo potrebbe essere paragonato all’analogia di una persona inerentemente sorda che è incapace di comprendere il concetto di “udire” a meno che non le venga insegnato…>> (leggi dalla FONTE)

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3 Risposte to “Il fantasma dentro la macchina”

  1. Anche io sto cercando il libro.
    Lo hai ricevuto?
    Cosa ne dici?
    grazie

    Liked by 1 persona

    • è un libro meraviglioso che apre milioni di porte verso altre idee… io ho trovato il libro nell’usato e precisamente su CVL (comprovendolibri.it) ma ora non c’è più neanche lì… in bocca al lupo per la tua ricerca!

      Liked by 1 persona

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