Contro la letteratura intimista!

another_brick_in_the_wall_by_alexmorellon-d4x2kws

Reduce, in qualità di spettatore, dalla presentazione di un “libro” alquanto patetico in una scuola della mia zona, sento il bisogno impellente di esprimere alcune mie poco innocenti considerazioni.

Invettiva contro un certo tipo di scrittura

Ma come ve lo devo dire, care amiche e cari amici che continuate imperterriti a invitarmi a certi eventi, che a me la cosiddetta “letteratura intimista” non interessa? Ma non vi bastano le mie continue assenze dai vostri happening pseudo-letterari, non vi basta la mia allenata capacità di glissare sulle vostre presentazioni, sui vostri libri patetici pieni di piagnistei e di noiosa scrittura diaristica? Ma in quale lingua ve lo devo spiegare che mi sono rotto ampiamente le scatole del vostro vomitare notizie familiari che non interesserebbero nemmeno al più accanito dei biografi? Lo volete capire che delle vicende della vostra rispettabilissima famiglia non ce ne frega assolutamente niente? Lo volete capire che una cosa è la compassione e un’altra ancora è il morboso sentimentalismo? Basta: sono stanco di questa cronologia dei sentimenti, sono stanco di romanzi-diario in cui si parla del nonno, del padre, della zia, della cugina morta, del gatto dei vicini, della madre santa che ha allevato diciotto figli, del bidello che vi dava la caramella, dello zio prete che è stato fatto beato, della maestra delle scuole elementari che si è immolata come la Goretti per salvarvi dai cattivi… NON CE NE FREGA UN CAZZO!!!

Voglio leggere storie riguardanti puttane redente, transessuali che adottano figli, racconti su alieni diventati sindaci di paese, su stati metapsichici transitori, su vite parallele, su esperienze pre-vita, su memorie filontogenetiche, su sogni quantici, su spiritismo mescalinico, sul postino che bussa alla porta e vi consegna la comunicazione di un’eredità milionaria mentre vi stavate per piantare un colpo in testa… Questo e altro ancora, mi interessa.

Se il vostro psicanalista vi ha consigliato di mettere su carta i vostri ricordi così da scaricare la vostra pesante coscienza e attuare finalmente i dettami di una “terapia scritturale” consigliata da chissà quale insigne scienziato dell’anima o sciamano tibetano emigrato in Italia, abbiate almeno la pietà di non romperci l’anima con presentazioni fiume, durante le quali ammorbate la vita a innocenti scolaresche costrette a sentire le vostre paturnie sennò si beccano un brutto voto in italiano! Abbiate il coraggio di confrontarvi con dei liberi e consenzienti adulti e vedrete come cambierà la musica e come cominceranno a piovere le vere critiche e gli spernacchiamenti. I ragazzi hanno bisogno di un brainstorming e non di una lapide letteraria sotto cui seppellire le loro recalcitranti idee inespresse. Brutte vecchie zitelle raggrinzite e acide: andate a presentare i vostri libri di merda nei cimiteri. Lì troverete un pubblico degno della vostra scrittura! Se proprio volete rendere la vita difficile a qualche giovane, prendetevela con i vostri nipoti, a casa… Ma state fuori dalle scuole pubbliche perché le vostre noiose autobiografie sono l’antitesi della pedagogia!

Basta con questo diarismo esasperato e inutile, basta con queste lacrimose “lezioni di vita”, basta con questi paternalistici consigli sotto forma di pseudo-letteratura, basta con questo vostro cristiano “senso del sacrificio” con cui appesantite le vite dei vostri ignari lettori, basta…!

Ne ho la scatole piene di autori che piangono durante le presentazioni dei propri “libri”: non siete voi che dovete piangere, bensì noi…! Ma dove si è visto mai che un autore piange per ciò che ha scritto? Ma allora dove è finito il distacco del descrittore, in quale discarica è stata gettata la scientificità del narratore, in quale baule è stato rinchiuso il necessario ma controllato transfert narrativo tra l’autore e il personaggio dal momento che, maledizione, l’oggetto dei vostri “diari” siete sempre e solo voi? Dove sta la cosiddetta “scrittura creativa”, se non create un bel niente ma ci vomitate addosso solo i vostri fantasmi perché la notte non riuscite a dormire e per voi la scrittura è come il filtrofiore camomilla Bonomelli? Solo che voi vi riaddormentate sereni e noi invece restiamo inorriditi e svegli per quel senso di schifo causato da ciò che abbiamo letto nei vostri libri!

“Citarsi addosso” scrisse Woody Allen, ma almeno i suoi “diari” facevano ridere e compivano una funzione catartica meravigliosa e geniale! Il vostro cosiddetto “bagaglio storico”, invece, mi causa una sorta di “stitichezza emotiva e intellettiva” che non riesco a risolvere… Care romanziere “rosate”, cari “archivisti dell’anima” andate a farvi fottere! Vi manca l’autoironia, la capacità di non prendervi sul serio, vi manca il coraggio nel non trasformare la vostra vita in una finta odissea, vi manca la capacità di ammettere che la vostra, tutto sommato, è stata una vita banale… E ora ve ne venite da noi, grazie a qualche edituricchiolo frustrato che non stampa un segnalibro da quindici anni, e volete farci credere che, tra un incubo e una peperonata che vi ha scombussolato il sonno, la vostra vita in fin dei conti è stata un’avventura? Amici miei: tutte le vite sono avventurose! Nessuno vi chiede di non ricordare i vostri defunti e i vostri eroici parenti che, forse, all’ombra della Grande Storia, avranno anche compiuto gesta formidabili nel loro microcosmo, ma non rompeteci i coglioni il sabato mattina mentre fuori c’è una meravigliosa, seppur gelida, giornata di sole, ricca di promesse e di incontri! Ci sono tanti altri luoghi per presentare i vostri “libri di vita”, ma lasciate stare in pace i ragazzi in questa scuola italiana che già si sta sforzando eroicamente per superare le incrostazioni di secolari metodi didattici a base di nozionismo e maestrine impellicciate. Non affondiamola, questa scuola, con i nostri “parti letterari da ospizio”… Se avete voglia di morire con i vostri ricordi, nessuno vi trattiene: sparatevi! Ma non scrivete libri da diffondere nella scuola. Per carità! Lasciate i vostri manoscritti “manzoniani” nel famoso o famigerato cassetto, insieme a calzini e naftalina!

E voi, fidapine permanentate, rotarine sessualmente insoddisfatte e donne in carriera che organizzate questi patetici “incontri letterari” crogiolandovi tra la falsa adulazione delle vostre amichette e gli applausi delle mummie prezzolate e incravattate che dal pubblico esalano il loro ultimo respiro in nome della “buona narrativa”: VERGOGNATEVI!

Andate a casa e bruciate le vostre biblioteche come in un necessario e, stavolta, salvifico “Fahrenheit 451” di bradburiana memoria: i libri che avete letto (se mai avete letto cose davvero stimolanti) non sono serviti a nulla! Rassegnatevi!

Aveva ragione, allora, il grande e incompreso Giovanni Papini quando raccomandava un cambio di rotta, all’inizio dello scorso secolo, dicendo: “Chiudiamo le scuole!” É vero, chiudiamo le scuole: ma con voi dentro! Seppelliti vivi! Per sempre! Verrete ritrovati dopo secoli da futuristici archeologi e i vostri scheletri conserveranno ancora un dito ossuto puntato verso l’alto come a voler dare l’ultima, eterna lezione ai posteri. Luridi passatisti che odorate di muffa, archivi e album di famiglia: andate definitivamente de retro!

Infine vorrei fare pubblica ammenda se in passato ho pubblicato o, peggio ancora, ho scritto cose che in un certo qual modo si avvicinavano a un tentativo di condivisione della “mia storia” con i Lettori. Perdonatemi! Sono pentito! Ho vergogna di me stesso! Non si ripeterà più! Ma sbagliando si impara! Io, almeno, imparo: ma c’è chi ostinatamente continua fino alla morte sulla strada di una vomitevole e raccapricciante letteratura intimista.

Non mi resta che lasciarvi con il meraviglioso testo di una canzone dei Pink Floyd che ha fatto la storia della musica rock psichedelica; una frase cult che dovrebbe diventare il motto di guerra di tutti quelli che, pur operando nell'”istituzione scolastica”, hanno il coraggio (e sono tanti, per fortuna!) di proporre, di stimolare e mai di imporre.

“We don’t need no education

we don’t need no thought control

No dark sarcasm in the classroom

Teachers leave the kids alone

Hey teacher leaves the kids alone

All in all its just another brick in the wall

All in all you’re just another brick in the wall”

http://www.youtube.com/watch?v=xpxd3pZAVHI

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